Su tutto, la famiglia

di Francesco Zanotti

Cesena è sempre più vecchia. Lo dice in maniera implacabile la fotografia della popolazione. Siamo sempre meno e sempre più anziani. La tendenza alla diminuzione va avanti da due anni, da quando anche il nostro territorio non è più appetibile per gli stranieri in cerca di occupazione. D’altronde è vero il contrario, ormai: sono costretti i nostri giovani a emigrare per trovare risposte adeguate alle loro aspirazioni.

Da questo quadro non troppo confortante possiamo partire per qualche breve riflessione. E lo facciamo, per l’ennesima volta, partendo dalla famiglia.

La Diocesi ha dedicato un anno pastorale intero al tema e l’11 giugno scorso siamo intervenuti per salutare con favore l’approvazione in Consiglio comunale del “Quoziente Cesena con fattore famiglia”. Una notevole novità che dovrà trovare applicazione concreta nelle rimodulazione dei “pesi” in base ai componenti del nucleo familiare. E’ già questo un buon inizio, lo ribadiamo. Si potrebbe aprire una stagione nuova, come scrivemmo in quell’occasione.

Non basta, diciamolo con franchezza. Non è sufficiente perché, nonostante sia un passo importante quello compiuto a Cesena, su altri fronti la famiglia continua a essere tartassata. Prima di tutto da un punto di vista della sua essenza, quando viene paragonata a qualcosa che famiglia non è. In secondo luogo quando viene minacciata nel suo compito educativo.

Lo diciamo anche in riferimento alla recente disposizione della Corte di Cassazione che ha inflitto il pagamento dell’Ici arretrata ad alcuni istituti scolastici parificati in favore del Comune di Livorno. Una sentenza pericolosa, come l’ha definita il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che ha aggiunto: “Chi prende decisioni, lo faccia con meno ideologia”. Il solo parlare delle “scuole paritarie pubbliche come “commerciali” – ha scritto il direttore dell’agenzia Sir, Domenico Delle Foglie – in quanto i genitori pagano una retta che a malapena copre una parte delle spese generali, è in sé un controsenso”.

Ma torniamo ai numeri diffusi dal Comune di Cesena (cfr pagina 8). La cifra dei nati spaventa, e non poco. Se non ci fossero gli stranieri a sostenere la popolazione, il saldo demografico sarebbe ancor più negativo. Non si fa cenno al numero degli aborti, argomento da noi affrontato in un recente Primopiano (cfr. Corriere Cesenate n. 15 del 16 aprile 2015), che continuano a essere (al Bufalini 256 nel 2014), per definizione, sempre troppi. Resta solo una parola: sosteniamo sempre e comunque la famiglia.

Pubblicato martedì 28 Luglio 2015 alle 18:30

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