In bici a Cesena: gli storici negozi Venturi e Vicini

Entrambe le attività hanno radici che si immergono in una passione di famiglia

Vicini: “Abbiamo avuto molte richieste legate alla rottamazione. Peccato sia durata poco”.

E’ una bella storia quella che contraddistingue il negozio di biciclette Vicini a Cesena, avvincente e piena di conquiste. Ce la racconta Carla Vicini, figlia di Mario, fondatore della ditta che ancora oggi porta il suo nome. Mario fu un grande ciclista del passato.

“Mario Vicini, mio padre, è stato un campione e un gran lavoratore – esordisce la figlia Carla-. Fin da piccolo ha avuto una forte passione per le biciclette e la sua carriera è iniziata grazie a un parente che, intuendo il suo desiderio di praticare questo sport, gli “prestò” una bicicletta. In seguito ha gareggiato in squadre molto famose, come la Bianchi e ha partecipato come indipendente, cioè senza il supporto di una squadra, al Tour de France del 1937, arrivando secondo. Vinse poi molte altre gare e fu grande amico di Coppi”.

Una volta finita la carriera di ciclista, per Mario Vicini ne comincia un’altra, altrettanto faticosa e impegnativa. “Decise di aprire un negozio di bici – continua a raccontare Carla Vicini -. Ha sempre avuto un grande spirito commerciale oltre alla passione per il ciclismo. In seguito ha preso anche un magazzino e ha cominciato a fabbricare delle biciclette proprie. Metteva nelle biciclette che costruiva tutta l’esperienza raccolta quando partecipava alle gare. Mio padre inoltre sponsorizzò anche la società sportiva Ars et Robur, una delle società più vecchie di Cesena e incrementò il ciclismo femminile dando vita alla squadra femminile Alfa Lum, diffondendo così il ciclismo in rosa. Aveva poi un grande desiderio: quello di avere una squadra professionistica tutta sua e per un paio d’anni riuscì a portare avanti questo suo sogno”.

E’ Il negozio di biciclette Vicini è pieno di ricordi delle imprese sportive di Mario: foto d’epoca, trofei, coppe e le magliette che indossava quando partecipava alle gare. Protagoniste assolute sono però le biciclette. “Nel nostro negozio vendiamo biciclette di tutti i tipi: abbiamo quelle elettriche, le mountain bike, le bici da bambini, quelle pieghevoli, da passeggio, le biciclette classiche – spiega Carla Vicini -. La qualità medio-alta delle nostre biciclette e il vasto assortimento anche di accessori per ciclisti ci permette di avere un ampio giro di clienti. In tanti si rivolgono a noi per comprare perché hanno la certezza di acquistare un buon prodotto e di avere buoni consigli. La gente sa che di noi si può fidare. Le biciclette che vendiamo non sono di importazione, ma le produciamo noi stessi nel magazzino. Seguiamo quindi il prodotto nel suo percorso e questo permette di dare al cliente una garanzia in più”.

Mentre parliamo all’interno del negozio si nota molta gente che entra e chiede se è possibile usufruire ancora degli incentivi messi a disposizione dal governo per l’acquisto delle biciclette. “Grazie agli incentivi abbiamo avuto un forte aumento nelle vendite – sottolinea Carla Vicini -. Diciamo che non ce ne aspettavamo così tante: è stata proprio una bella sorpresa. Alcune persone si sono addirittura prenotate per poter fruire di quest’occasione e avere sconti fino al 30%. Peccato che sia durata solo quattro giorni e che molte persone non ne abbiano potuto usufruire. Ci è dispiaciuto molto non poter soddisfare tutte le richieste che sono state davvero numerose. E’ strano aver avuto così tanti clienti in questo periodo dell’anno. Generalmente la primavera e l’estate sono il periodo migliore per le vendite in quanto la buona stagione invita all’acquisto. Nel periodo invernale, invece, le vendite diminuiscono perché la gente tende a usare meno la bicicletta dato che il freddo e il brutto tempo non invogliano il suo utilizzo”.

Valentina Aliberti

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Venturi: “Nel nostro territorio serve una nuova cultura legata alla bicicletta”

La ditta di bici ancora in attività più longeva di Cesena, e una delle più antiche d’Italia. E’ la “Venturi” di Cesena, fondata nel 1919 e che ha ricevuto il riconoscimento Bottega Storica. Il suo fondatore, Augusto, era il nonno di Bruno, l’attuale titolare che porta avanti in via Madonna dello Schioppo la vendita delle biciclette da corsa, da città e mountain bike.

Cicli Venturi

“Il nostro lavoro è cambiato tantissimo negli anni – spiega Venturi – ed ha attraversato fasi alterne. Mio nonno, il fondatore, ha trasmesso prima a mio padre Nazario e poi a me la passione per il mestiere che significa anche socialità, vivere il lavoro come momento di amicizia, uno stile che non mette il ricavo al centro di tutto. Augusto aveva cominciato come meccanico e piano piano iniziò la produzione in proprio. Oggi, con mia figlia Teresa che si sta avvicinando all’attività, siamo alla quarta generazione che rende la ditta Venturi una delle botteghe a conduzione familiare più vecchie d’Italia”.

Il titolare racconta qualche aneddoto legato alla sua infanzia, quando l’acquisto di una bici, negli anni ’50-’60, era un evento al quale partecipava tutta la famiglia.

“Ricordo che l’anziano della famiglia teneva la trattativa con mio nonno, ed erano contrattazioni fino alle lacrime, con delle vere e proprie sceneggiate. Io, che venivo messo a lucidare i raggi e i cerchioni, ascoltavo in disparte. Una bici da donna costava 25mila lire, cioè lo stipendio di un mese, e alcune di queste bici da donna si vedono ancora in giro, praticamente sono indistruttibili se tenute bene. Poi, a pranzo, ricordo i battibecchi fra mio nonno e mia nonna, sul fatto che aveva concesso troppo sconto, ad esempio”.

Negli anni ’60 arrivò un periodo di crisi a causa della diffusione di motociclette e auto. “In quel periodo si vendevano solo bici da donna, il rapporto era 20 a 1 rispetto a quelle da uomo. Posso dire con certezza che la crisi durò fino al 1980, con una breve parentesi di spinta durante la crisi petrolifera di metà anni ’70. In quel momento fu la Graziella a mantenere in vita il settore, una bicicletta che fu poi sostituita dal modello ’olandese’”.

Durante questo ’ventennio’ buio Venturi si differenziò vendendo anche motocicli presso la sede di via Cesare Battisti, in centro a Cesena, sede ancora attiva dove opera suo fratello Giorgio, anche se oggi è stata eliminata la commercializzazione dei motorini. Negli anni ’80 ci fu un ritorno con la relativa esplosione del fenomeno cicloturismo.

“A Cesena – precisa Venturi – un grande impulso al cicloturismo è stato dato da Mario Vicini e anche noi abbiamo contribuito alla diffusione del movimento grazie alle biciclette realizzate in proprio nella nostra officina. Progettavamo e costruivamo direttamente i telai e poi assemblavamo tutti i componenti così da realizzare un prodotto personalizzato. Oggi il movimento cicloturistico è andato un po’ alla deriva, cercando sempre di più la prestazione agonistica e in taluni casi si raggiungono degli eccessi. In proporzione, comunque, vendiamo più biciclette da città che non quelle da corsa”.

Venturi è molto sensibile ai temi legati alla mobilità e all’ambiente. “A Cesena abbiamo troppe auto. Usiamo la vettura anche per spostamenti brevi, mentre a piedi, in bici o con l’autobus si potrebbero coprire buona parte degli spostamenti cittadini. L’auto è uno strumento utilissimo, ma da usare bene e con parsimonia, soprattutto nella bella stagione. Al Comune chiedo di realizzare vere e proprie piste ciclabili, che non possono essere una striscia bianca o gialla tracciata ai bordi della strada, ma una vera e propria via per le sole due ruote. Ma in linea di massima – conclude Venturi – ciò che manca nella gente è l’idea di muoversi senza l’auto”.

Cristiano Riciputi

Pubblicato venerdì 6 novembre 2009 alle 00:00

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