Pascal-Comandini un accorpamento per nuove opportunità

CESENA – Se per i ragazzi la campanella suonerà il 15 di settembre, il mondo della scuola ha inaugurato il nuovo anno scolastico già da due settimane. Il primo di settembre è nato un nuovo Istituto superiore, il “Pascal Comandini” che la Regione ha riunito sotto l’unica dirigenza di Francesco Postiglione e un’unica segreteria. Un nuovo istituto con percorsi formativi unici sul territorio, dalla professionalità riconosciuta e che oggi conta 56 classi con quasi 1.400 studenti.

Secondo lei quali sono le ragioni alla base di una tale decisione?

“Sono ragioni trasparenti e pubbliche, condivisibili o meno, che mi sono state palesate dall’amministrazione centrale. Anzitutto, il plesso di Galeata del Comandini è stato necessariamente ricongiunto, in base alla nuova legge sugli ambiti territoriali, all’ambito 7 di Forlì e comprensorio, costituendo al momento un’anomalia giuridica (una scuola contemporaneamente presente in due ambiti distinti). Risolta questa anomalia, l’istituto Comandini di Cesena non poteva più raggiungere l’autonomia (600 alunni) e le norme ministeriali impongono la revisione di istituti che non hanno capacità nel tempo di raggiungere l’autonomia. La decisione, comunque, non è stata presa a livello di scuola. Compete agli organi territoriali (Provincia e Regione) e infatti è il seguito di una delibera di giunta regionale, datata dicembre 2016. Si può aggiungere a queste ragioni l’adempimento della normativa regionale sulla costituzione di poli tecnico-professionali, rispetto ai quali mancava appunto il territorio di Cesena, dove esiste un unico ITT e un unico Professionale per l’Industria, che quindi “naturalmente” si candidavano a costituire un polo tecnico-professionale.

Che cambiamenti si profilano?

Nessuno in particolare. Avremo un unico IIS, Istituto di Istruzione Superiore, con due distinti istituti, con curricola, piani di studio, materie diversi. Nulla più e nulla meno di quanto già esiste al Marie Curie di Savignano, che come è noto ha un liceo, un istituto tecnico e un istituto professionale. Per quest’anno non ci saranno trasferimenti di aule perché non ce ne è stata la necessità.

Crede che l’unione dei due istituti possa favorire la nascita di progetti condivisi tra i vari corsi di studio?

È quello che spero. Mi auguro una didattica innovata profondamente, a seguito della scoperta, da parte dei tre rami (meccanici, elettronico/elettrotecnici e informatici, oltre che l’indirizzo artigianale di moda) di possibilità creative di collaborazione che ora non posso nemmeno immaginare. Ad esempio, il Pascal è anche sede del Fablab Romagna: è bello pensare che possano usufruirne anche docenti e alunni dell’altro istituto.

I ragazzi come hanno reagito a questa notizia? E le famiglie?

In Consiglio di Istituto i rappresentanti degli alunni e dei genitori ne hanno preso atto da tempo. Nessuno si è opposto, comprendendo le ragioni.

Non vi è il rischio che due scuole “storiche” per la città di Cesena, con questa fusione, perdano un po’ della loro identità?

Spetta a tutto il personale, a me in primis, fare in modo che la nuova identità non soffochi, ma anzi valorizzi quelle già esistenti. E già da questi primi giorni ho avuto dei riscontri molto positivi.

Bab

Pubblicato giovedì 14 settembre 2017 alle 00:02

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