Il Creato da salvaguardare

di Silvano Ridolfi

Dio nel Creato. Davvero l’esistenza dell’uomo sulla terra è un cammino non da vagabondo senza mèta né da turista piuttosto estraneo, ma da viaggiatore con lo zaino sulle spalle per quanto necessario a proseguire e con l’apertura mentale allo stupore della scoperta perché “il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (come esclamò, meravigliato, Giacobbe avendo sognato la congiunzione terra-cielo con la grande scala che li univa, Gn 28,16).

Il Creato è quel libro che si apre agli occhi di ogni uomo che si affaccia all’esperienza terrena ed è lo spazio offerto a tutti per muovere positivi passi. Ma bisogna saperlo leggere e saperlo percorrere. La scienza ne è un necessario utilissimo strumento e la fede ne potenzia le immense capacità. Così l’uomo ha possibilità e dovere di saperne fare uso per non essere come un animale che vive, esperimenta e non comprende. Affascina lo stupore del salmista: “Se guardo il cielo, opera delle tue mani (dice a Dio, ndr), la luna e le stelle che vi hai posto chi è mai l’uomo che ti ricordi di lui? Chi è mai, che tu ne abbia cura? L’hai fatto di poco inferiore a un dio, coronato di forza e di splendore, signore dell’opera delle tue mani” (salmo 8): ecco la scala più immediata e a tutti possibile per guardare lontano, per spingersi molto in alto. Infatti il salmista conclude: “O Signore, nostro Dio, grande è il tuo nome su tutta la terra!”.

Riconoscenza e rispetto sono necessari assieme ad ammirazione. Paolo legge addirittura nel Creato la prova elementare, inconfutabile perché evidente della esistenza e azione di Dio tanto da dichiarare “inescusabili” coloro che non scoprissero il Signore in ciò che ci circonda.

Ne consegue l’obbligo di mantenere, conservare e rendere fruibile a tutti questo inestimabile ricco dono. Ciò che ha spinto da anni le chiese cristiane ad accordarsi per sostenere riconoscenza e rispetto del Creato, usandone senza abusarne, servendolo come custodi e non tiranneggiando come dominatori. E papa Francesco ha ritenuto necessario inviare al mondo una enciclica sull’argomento, la “Laudato sì”.

La Giornata per la salvaguardia del Creato si è svolta quest’anno in uno scenario di terribile e devastante ribellione della natura: uragani, terremoti, alluvioni, devastazioni e via dicendo. Che sia un messaggio di essere prudenti e rispettosi? Non tutti hanno compreso, non tutti ne sanno trarre conseguenze. Perché anche il Creato soffre per la ribellione del peccato e geme nell’attesa della riconciliazione: “Soffre e geme come una donna che partorisce” … “per partecipare alla gloria dei figli di Dio”.

Corriere Cesenate 32-2017

Pubblicato martedì 12 Settembre 2017 alle 18:30

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