La delicata questione dell’immigrazione e dei profughi attiene alla nostra umanità e alla capacità di incrociare gli sguardi

Caro direttore,
questa nostra per chiedere cortesemente di trasmettere da parte nostra un grazie a monsignor Silvano Ridolfi per il suo testo intitolato “Migrazioni, albori culturali e miopia politica” pubblicato dal Corriere Cesenate il 20 luglio scorso, ma che abbiamo potuto leggere solo qualche giorno fa.

Un testo saggio, ma anche così straordinariamente colmo di umanità, che ci ha per questo procurato una forte emozione. Volevamo farlo sapere a don Silvano, dei cui anni “cesenaticini” conserviamo un bellissimo ricordo.

La speranza è che in tanti abbiano letto, o magari leggeranno, il suo richiamo a conoscere e comprendere le ragioni dei processi migratori in atto, con tutte le più terribili tragedie che li stanno provocando. C’è tanta barbarie, tanta rozzezza attorno a noi in questo nostro vivere quotidiano, forse più della “miopia politica” che ci governa, e questo articolo è sembrato a noi come una grazia.

Orlando Piraccini e Donatella Pompili (Cesenatico)

Carissimi,
giro volentieri a don Silvano il vostro ringraziamento per quanto lui ha scritto sul nostro giornale in merito al delicatissimo tema dei migranti. In materia, si fa un gran parlare, spesso solo a suon di slogan. Vediamo di frequente che sull’accoglienza, sui diritti dei più deboli e abbandonati, sulla necessità di non sbattere la porta in faccia al fratello che bussa si fa troppa demagogia.

La questione, che attiene a persone concrete e non a elucubrazioni mentali (come ho potuto constatare direttamente durante un viaggio in Giordania, un Paese che ospita milioni di profughi), è fin troppo delicata e sensibile. Non si può di certo liquidare con una manifestazione in piazza o un corteo di protesta (segnalo anche il pezzo di Francesco Bonini a pagina 3 dell’edizione cartacea).

Attiene alla nostra umanità, alla capacità di incrociare gli sguardi. Per il resto, vi rimando ancora una volta allo scritto del nostro carissimo don Silvano, uno che ha girato il mondo fra migranti e immigrati ed è, anche per questo, profondo conoscitore dell’animo umano.

Alla prossima.
Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it

Pubblicato giovedì 31 agosto 2017 alle 00:00

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