Ai sacerdoti vogliamo esprimere il nostro grazie

Il 4 agosto la Chiesa fa memoria del santo curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, nel 1929 proclamato da Pio XI patrono del clero con cura d’anime, come si legge sul calendario pontificio. Pio XI nel 1925 lo aveva canonizzato.

In vista di questa ricorrenza, proponiamo ai nostri lettori una riflessione sulla figura del prete. Lo facciamo, nel numero cartaceo di questa settimana, servendoci di alcune efficaci composizioni del medico-poeta Franco Casadei, precedute da qualche sua riga introduttiva.

Lo stesso Casadei scrive: “Dovere nostro è fare cogliere ai preti quanto siano importanti per le nostre vite. Se glielo dimostrassimo anche con l’affetto e il nostro bene, si sentirebbero meno soli. Ogni prete triste o che sbaglia è anche colpa di noi cristiani che non lo sappiamo abbracciare. E i preti non abbiano paura di piangere. L’ha fatto anche Gesù”.

Prima della lettura, ci permettiamo solo qualche breve nota: senza sacerdoti non ci sarebbe la Chiesa e Dio non avrebbe un volto percepibile e sperimentabile. Per noi cristiani, infatti, Cristo – il volto di Dio che si è fatto nostra compagnia – si fa prossimo, ancora dopo 2000 anni, attraverso i sacramenti, e in particolare con quelli dell’Eucaristia e della Confessione, espressioni del dono totale del Figlio e della misericordia divina.

Senza preti non ci sarebbe Messa e senza Messa non ci sarebbe comunità. E senza la Messa e senza il suo corpo di Cristo, la vita sarebbe, come prima della sua venuta, in balia degli umori e degli eventi, senza un’autentica pietra d’angolo su cui poggiarsi.

I preti sono di frequente sotto pressione, strattonati da ogni parte. A volte sono anche bistrattati e tirati in ballo per i troppi scandali di alcuni. Per pochi che sbagliano (ma chi non sbaglia in vita sua?), tanti altri santi sacerdoti hanno costituito, e costituiscono, un saldo punto di riferimento per quanti si affidano alla loro guida spirituale. Un apostolato spesso oscuro, in realtà prezioso, per il quale, interpretando il sentimento di tantissimi, non abbiamo che una sola parola: grazie.

Pubblicato giovedì 20 luglio 2017 alle 00:00

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