Mettersi in discussione

di Francesco Zanotti

Non è facile parlare di Quaresima. Si rischia di apparire come chi vive fuori dal tempo e dalla storia. Tutto gioca al contrario, nell’esaltazione massima del divertimento e della spensieratezza che fanno ormai di tutto l’anno un lunghissimo periodo di carnevale.

Non siamo più abituati alle differenze, alla variazioni di toni, ai cambi di stagione e di condizione.

Gli ipermercati sono gli emblemi di questo nuovo modo di intendere l’esistenza. Sempre la stessa temperatura e la stessa luce, con la musica che copre il vociare della gente e le urla dei bambini parcheggiati dagli immancabili animatori.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono le mille feste che si organizzano in ogni occasione, con le più variegate e divertenti motivazioni. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le ragioni. Basta guardarsi attorno e osservare.

L’anno liturgico propone un periodo di riflessione, preghiera, penitenza, conversione e carità. Si tratta di atteggiamenti per nulla gettonati. Parole che sembrano perdute in tempi remotissimi. Eppure, mai come in questo momento, ciascuno di noi si trova a dover fare i conti con se stesso. La realtà ci impone maggiore essenzialità.

La crisi attanaglia tutta l’Europa e non si intravvedono vie d’uscita. Quaresima e crisi, come se fossero due facce della stessa medaglia. Nessuno si augura le difficoltà, ma si avverte il bisogno di un ritorno a ciò che ha valore. Viviamo a velocità supersoniche, sempre connessi alla rete, senza mai un minuto libero.

“Lo strafare prende tutti e l’attivismo diventa una forma di idolatria”, scrive il vescovo Douglas nella sua lettera-meditazione pubblicata in questi giorni.

Dobbiamo fermarci. Abbiamo l’obbligo di sostare un attimo a riflettere. Il Papa l’ha ricordato ai comunicatori nel messaggio diffuso nel giorno di san Francesco di Sales: “silenzio e parola”. Sarebbe come dire che non si può parlare se prima non si riflette, non si pensa, non si ascolta chi si ha davanti. Una lezione da non dimenticare, ma soprattutto un monito da praticare, ogni giorno.

“Non ci mettiamo mai in discussione”, aggiunge monsignor Regattieri. Vale per tutti, nessuno escluso. Potrebbe essere un bell’impegno per questo periodo che ci prepara alla Pasqua.

Il mio non vuole essere un generico invito al buonismo, ci mancherebbe, ma alla conversione del cuore. Senza un Altro che guida i nostri passi siamo destinati a vagare in cerca di una meta che non troviamo. Non è questo il nostro destino e la Quaresima è l’itinerario giusto per cercare la strada da percorrere, il meglio per noi e per chi ci sta accanto.

Pubblicato martedì 21 febbraio 2012 alle 18:30

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