Un ritorno all’essenziale per superare la crisi
Uno sguardo attento sul vecchio continente
di Piero Altieri
Come di fronte alla ‘emergenza neve’, più che abbandonarci ai piagnistei e il puntare l’indice accusatore, ci siamo rimboccati le maniche, ciascuno nelle proprie responsabilità, si è attivato per far fronte alle difficoltà, a volte drammatiche, che si sono abbattute sulle nostre città, sulle nostre campagne e sui monti dell’Appennino, così è necessario e urgente riprendere coscienza e attivarsi per ridare significato e valore alla politica.
I “tecnici” al governo del nostro Paese, recuperata la fiducia dissipata a piene mani negli anni passati, partecipando a fronte alta ai consessi internazionali, stanno adoperandosi per rimettere in ordine i conti.
L’amara e devastante lezione dei crolli di una finanza che si arrogava la pretesa di moltiplicare il denaro con il denaro, mobilitato da un capo all’altro del mondo con velocità supersoniche, a prescindere da quei fondamenti etici che solo danno consistenza e durata all’agire dell’uomo, non sembra essere stata recepita con convinzione.
È necessario defilarsi tuttavia dalla contro-politica che minaccia di travolgerci in derive che mettono a rischio la stessa democrazia. Mettere mano a quelle riforme (in primis, la legge elettorale) che possano consegnare responsabilmente l’esercizio dell’autorità a coloro che il popolo sovrano (non manipolato!) elegge per rappresentarlo negli ambiti definiti dalla Costituzione e ai quali chiedere conto, non delegando più e di fatto l’esercizio di questa sovranità alla magistratura.
Rendere più efficace la lotta contro il riciclaggio del denaro estorto dalla criminalità organizzata e l’evasione fiscale.
Tuttavia, è ancora più necessario riprendere coscienza con quei valori, quelle radici, quei fondamenti che hanno definito lungo i secoli la nostra storia, la nostra identità di popoli che vivono solidarmente nella grande casa comune che ha nome Europa: la verità dell’uomo, della famiglia, le sue responsabilità educative, del lavoro, dell’impegno politico, la condizione umana delle carceri.
È avvenuto all’indomani delle grandi e secolari crisi che l’hanno investita: icone preziose ed eloquenti sono san Benedetto e poi i santi Cirillo e Metodio; più vicine a noi la testimonianza evangelica di santa Caterina da Siena, di santa Brigida di Svezia, di santa Benedetta della Croce, Edith Stein, travolta dal dramma della Shoah. E ancora, dopo la tragedia scatenata dalle ideologie totalitarie che avevano tentato di rimuovere la presenza di Dio dalla storia dell’antico continente, i servi di Dio Alcide De Gasperi e Robert Schumann e quel galantuomo che ridiede speranza al popolo tedesco Konrad Adenauer.
E puntualmente, ed è buona notizia di questi ultimi anni, il nome dei martiri della Chiesa della Santa Russia e delle Chiese del Silenzio. Testimonianza a Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l’Europa. La forza dello Spirito che Gesù risorto ci dona ci rende capaci di questo ritorno all’essenziale, alla “vita buona del Vangelo”.
Ed è, già oggi, speranza forte per tutti, soprattutto per i giovani, almeno per quelli che sono sopravvissuti alle stragi dell’aborto. Non dimenticando mai il suggerimento del “Piccolo principe” di Saint-Exupéry “l’essenziale è invisibile agli occhi” del volto.