Celentano a Sanremo è caduto nella trappola
Parlare per slogan non aiuta certo il confronto. Se questi slogan poi chiedono, in Eurovisione, la chiusura di due testate giornalistiche come Avvenire e Famiglia Cristiana, allora si arriva a sfiorare il ridicolo.
Ieri sera Adriano Celentano, dal palco del teatro Ariston di Sanremo, ha dato voce e amplificato una mentalità diffusa nel nostro Paese: la Chiesa, i preti, i frati, i cattolici in genere vanno bene e con loro va condiviso ciò che pongono in essere purché si occupino degli ultimi e non intervengano sul resto. Sarebbe come dire: state in sacrestia a fare le vostre cose, semmai tornate utili se ci sono bisogni a cui rispondere.Per questa mentalità non esiste un Dio che si è fatto uomo. Secondo questo pensiero, la fede resta un fatto privato, al massimo con una valenza da ‘assistente sociale’. Il resto, invece, non esisterebbe. Ecco perché danno fastidio giornali diffusi e che fanno opinione come Avvenire e Famiglia Cristiana, e localmente quindi, e per analogia, anche i settimanali diocesani.
Potete leggere nel link seguente il commento integrale del direttore del Corriere Cesenate Francesco Zanotti pubblicato, in veste di presidente nazionale Fisc, sul sito della Federazione italiana dei settimanali cattolici: Celentano a Sanremo cade nella trappola.
Caro direttore, forse sarò una voce un pò fuori dal coro, ho seguito ieri sera la prima serata del Festival di Sanremo, ed ad essere sincero non mi ha scandalizzato più di tanto l’anatema di Celentano contro Famiglia Cristiana ed Avvenire…
Non so se riùscirò ad essere chiaro, ma vorrei tentare di spiegarmi meglio.
Certo, il primo impatto di amarezza e sconcerto nel sentire attaccare due testate a cui sono molto affezzionato è stato forte, e la tentazione di cambiare subito canale mi ha morso nello stomaco, ma poi ho voluto vedere come andava a finire…
E dirò che la “rivisitazione rock” de “la samaritana al pozzo” mi è addirittura piaciuta, molto meno alcune farneticazioni di Adriano, che però sono tipiche del personaggio…
Riguardo a Famiglia Cristiana ed Avvenire, non mi sono scandalizzato perchè ho semplicemente sentito da quel microfono amplificate le accuse rivolte a questi giornali che spesso si ascoltano da più parti, anche sui sagrati delle nostre Chiese.
In particolare mi sembrava di ascoltare le stesse accuse che spesso si sentono da cattolici “ipocriti” di centrosinistra quando questi giornali criticano il centrosinistra, oppure da cattolici “ipocriti” di centrodestra quando questi giornali criticano il centrodestra.
Leggo sempre Famiglia Cristiana, e spesso (ma non quotidianamente) Avvenire, e li trovo ottimi giornali, e quando attaccavano la mia parte politica, mai mi sarei sognato di chiederne la chiusura o di etichettarli politicamente, mi lasciavo invece interrogare dalle questioni che ponevano…
Mentre l’accusa di essere giornali politicizzati è spesso rivolta a queste testate proprio da persone che frequentano, partecipano o che semplicemente si proclamano cattoliche…
Un’accusa che è arrivata più volte da politici di tutti gli schieramenti, a voce più o meno alta, con inviti più o meno espliciti fatti anche ai sacerdoti di non venderle più in Chiesa (è accaduto poco lontano da quà, poco più di un anno fa) e già il fatto che queste accuse siano “a fasi alterne” a seconda degli argomenti e delle “parti politiche” interessate, è per me l’assoluta garanzia che siano invece testate indipendenti, libere ed in linea con il magistero della Chiesa.
Oggi però mi chiedo: ma se i cattolici per primi non difendono le proprie testate semplicemente per “convenienza” politica, o peggio ne chiedono di limitarne la diffusione, sempre per convenienza politica, com’è possibile indignarsi ora, “semplicemente” perchè quest’ accusa di essere “politicizzati” viene fatta in Eurovisione?
Com’è possibile che anche persone che non si fanno scrupoli ad accusare questi giornali di essere a loro “avversi” politicamente, ora siano strenui difensori di queste testate?
Dimenticando che forse, se si è arrivati a tanto, è proprio per il tacito, lento denigramento che a queste testate veniva da più parti, anche dall’interno della stessa Chiesa?
Credo che se questi giornali avvessero anche all’interno del mondo cattolico una più alta considerazione, non si sarebbe arrivati a tanto…
Vorrei però invitare, caro direttore, lei, e tramite di lei, Marco Tarquinio e don Antonio Sciortino a proseguire nella loro opera, con la libertà che li contraddistingue, e ricordargli che la più grande risposta a Celentano, già l’ha data Gesù in Matteo 5 – 11, 12 “BEATI voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, MENTENDO, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.”
Grazie per l’attenzione, Diego Bastoni
Caro Direttore,
nel leggere sul sito di Famiglia Cristiana il Tuo contributo sull’intervento di Celentano, avanzo questa proposta: mi offro per sottoscrivere un abbonamento al Corriere Cesenate, collegandomi alla tua posizione di Presidente della FISC, da regalare al “molleggiato” perchè possa prendere visione in prima persona della qualità e della vivacità della stampa cattolica, non tanto per le informazioni, ma per il taglio delle stesse e soprattutto per i valori che non manca di evidenziare. Concretamente, e cito solo un tuo passaggio, penso che così possiamo meglio dimostrare come la fede “..non è un fatto privato…non abbiamo solo valenza assistenzialistica….ma ciò che ci sta a cuore è l’uomo” in tante tantissime comunità sparse per l’Italia.
Nell’aggiungermi ai tanti che si sono sentiti di far pervenire la loro vicinanza ai due direttori delle testate, ho avanzato la medesima proposta anche a loro. (abbonamento per Celentano)
Se pensi di aderire non hai che da dirmelo.
Cordiali Saluti.
Gualtiero