Don Odo potrà essere “giusto tra le nazioni”
Convegno al Palazzo del Ridotto di Cesena in occasione del Giorno della memoria
CESENA – Dopo quasi 70 anni don Odo Contestabile potrà avere il riconoscimento che merita, quello di “Giusto tra le nazioni”.
La figura di questo monaco dell’abbazia del Monte, che nel 1943 salvò due famiglie ebraiche facendole riparare in Svizzera, è stata ricordata la settimana scorsa in un convegno al Palazzo del Ridotto.
Un momento pubblico, promosso dal Comune di Cesena e dalla presidente del Consiglio comunale Rita Ricci in occasione della Giornata della Memoria, che ha visto gli interventi di don Giovanni Spinelli (Centro storico benedettino) e dei professori Giulia Iacuzzi (Media Pascoli) e Filippo Panzavolta (Liceo Immacolata).
I relatori hanno ripercorso la storia di don Odo, nato nel 1912 in provincia dell’Aquila e monaco a Cesena dal 1928 al 1965: “Don Odo ascoltò il suo cuore – ha spiegato Panzavolta – e la sua coscienza. Possiamo sempre dire un sì o no. Lui scelse di agire, dimostrando una volta di più che il bene non ha colore, né politico, né religioso, né sociale. Sono le persone come don Odo, i giusti, che con il loro esempio ci hanno permesso di continuare a sperare nel genere umano dopo gli orrori generati dalle ideologie del XX secolo”.
La vicenda che ha portato al salvataggio delle famiglie Lehrer e Mondolfo, accompagnate tra varie peripezie al di là del confine svizzero nel dicembre 1943, è raccontata anche nel libro “Clausura violata” di dom Placido Zucal. Don Odo venne aiutato nell’impresa dal dottor Elio Bisulli, della clinica San Lorenzino, dalle suore della Sacra Famiglia di Cesena e dall’orafo milanese Ambrogio Nicolini.
Ma il momento più toccante dell’incontro è stato quello delle testimonianze dei fratelli Marco e Susanna Grego, discendenti per ramo materno dei Lehrer, ai quali il Comune ha consegnato una targa commemorativa: “La tradizione del Talmud, parte della nostra storia, dice che chi salva una vita salva il mondo. Noi faremo di tutto perché don Odo possa diventare giusto tra le nazioni, facendo sottoscrivere una testimonianza scritta a nostra zia”.
Don Odo, infatti, a differenza di quanti credevano in tanti, non figura ancora nell’elenco dei Giusti. La sua pratica è ferma da 35 anni.
“Posso confermare dalle storie che ho sempre sentito in famiglia – ha continuato Marco Grego – come la salvezza di centinaia di miei correligionari in Italia sia stata dovuta unicamente ai monaci, alle suore e a tanti sacerdoti animati dallo spirito cristiano di fratellanza. Voglio ringraziare il Comune di Cesena per averci dato questa opportunità straordinaria di ricordare la nostra storia”.
Michelangelo Bucci