Riprendiamo il cammino

di Piero Altieri

Ripartiti da Betlemme, abbiamo dato inizio al nuovo anno con la Marcia della Pace, per far riecheggiare il canto degli Angeli “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Dio ama”.

Percorrendo le strade e le piazze della “città”, le vie consolari dell’antico continente che ancora prendono volto dall’energia forgiante della fede cristiana, per testimoniare la “vita buona del Vangelo”, perché il processo inarrestabile della globalizzazione non sia vissuto nella logica dei mercati della finanza ma nella logica evangelica della solidarietà e della cooperazione.

In questa prospettiva accompagniamo il vescovo Douglas che nella prossima settimana andrà a incontrare la Chiesa di Carupano in Venezuela, dove presta la sua opera di missionario fidei donum don Giorgio Bissoni.

Riprende un cammino che ci vede impegnati nell’affrontare l’emergenza educativa, responsabile di ogni crisi che ci preoccupa. Papa Benedetto ci ha sollecitato nel messaggio per la Giornata della Pace a impegnarci a “educare i giovani alla giustizia e alla pace”; nello stesso tempo, a farci affascinare dalle esperienze positive che tante comunità giovanili ci hanno proposto.

Accanto ai nostri giovani perché ritrovino il coraggio per cercare quel “tesoro nascosto” di cui ci parla l’evangelista San Matteo, il solo tesoro capace di restituire il gusto del vivere, la forza di quella speranza che non delude e ci accompagna nell’affrontare le sfide della vita, nell’assumere le responsabilità di ogni giorno, in casa, nella scuola, nel lavoro, nell’azienda, nella civitas, ad ogni livello.

Recuperando così il gusto genuino di fare politica, disintossicandoci dai residui di un fare politica malamente vissuta. Sempre avendo buona coscienza che la Pace è frutto della “verità”, riconosciuta e realizzata, non nell’arroganza di chi pretende di farsi misura di ogni cosa, nello sguardo sapiente che sa cogliere la bellezza, l’energia, la bontà con cui il Creatore ha sigillato la sua opera dall’inizio dei giorni.

Continui e con sollecitudine, nel dialogo e nella concertazione, l’impegno dei governanti connotato da rigore ed equità, ma da parte di tutti ci sia un’assunzione di responsabilità che mette al primo posto nella scala dei valori che devono dare fondamento alle scelte di vita e alle decisioni dell’azione politica, la dignità di ogni uomo, a partire dai più indifesi ed emarginati, che vuole come protagonista di ogni crescita la famiglia e quanti collaborano con lei nella faticosa impresa dell’educazione, nella recuperata responsabilità che deve investire ogni componente del mondo del lavoro.

Con uno stile di vita che rifugge da ogni artificiosità, insistentemente propinata dalle esigenze del consumismo, con una capacità critica che non abdica di fronte alle suggestioni delle nuove tecnologie della comunicazione.

Pubblicato martedì 3 gennaio 2012 alle 17:30

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