Sull’Ici c’è tanta disinformazione
Caro direttore,
divampa la polemica proprio in questi giorni sulla presunta esenzione dei beni della Chiesa dal pagamento dell’Ici appena reintrodotta. Leggendo Avvenire mi sembra di capire che è in atto una montatura e che sulle attività commerciali si è sempre pagata l’Ici. C’è addirittura la possibilità di sottoscrivere online una petizione per togliere questo “privilegio” alla Chiesa.
Sicuramente ci avete già pensato e questo messaggio arriva in ritardo, ma non è il caso tramite il Corriere Cesenate e la stampa locale di fare chiarezza? Se l’Ici sulle attività commerciali era già dovuta, ci vuole trasparenza e pubblicare almeno qualcuno dei bollettini pagati.
Padre Giovanni mi ha detto che per il cinema Astra si è sempre pagata l’Ici. E ci vuole anche chiarezza. Dovrebbero pagare i locali degli oratori o della mensa Caritas? Se è così è bene contro-informare la popolazione.
Saluti fraterni
Gabriele Lughi
Carissimo Lughi,
non solo ci avevamo già pensato, ma dalla nostra redazione sono partite le cifre pubblicate da un quotidiano locale sul delicato tema dell’Ici e la Chiesa cattolica.
Questa settimana affrontiamo la questione con ampiezza anche su queste colonne con i servizi che trova nel Primo Piano. Non mi pare ci sia molto da aggiungere a quanto già detto in quelle pagine.
Vorrei solo sottolineare come, di tanto in tanto, torni d’attualità un tema qualsiasi solo per attaccare la Chiesa in Italia. Non starò qui a dire quanto accaduto attorno alla vicenda pedofilia né perderò tempo sull’Ici. Rilevo però come sia in un caso che nell’altro si taccia il bene, spesso compiuto nel silenzio, e si diffondano notizie non sempre verificate.
Ormai, comunque, ci abbiamo fatto l’abitudine e siamo anche preparati. A volte, tuttavia, ci si stanca a doversi sempre giustificare. E’ strano questo nostro Paese: basta lanciare l’accusa, vera o falsa che sia, poi spetta all’accusato doversi difendere e trovare il modo per uscirne indenne. E’ il metodo-Boffo ormai applicato in maniera diffusa.
Sarebbe bene cambiare registro e cercare di informarsi un po’ di più leggendo Avvenire, i settimanali diocesani e l’agenzia Sir e un po’ meno seguendo trasmissioni televisive a senso unico o certa carta stampata che ha come unico scopo quello di screditare la Chiesa.
Cordialmente.
Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it