Ici, io mi vergogno…
di William Casanova
Mi vergogno… per tutti quei giornalisti che hanno spacciato per notizia l’introduzione di un’esenzione a favore della Chiesa con il decreto Monti perché è una notizia… semplicemente falsa! Si continua infatti ad applicare la stessa legge del 1992!
Mi vergogno…. per quelli di una nota rivista che hanno lanciato un appello perchè il “Vaticano” è esente dal pagamento dell’Ici e quindi …. va abolito “questo ignobile privilegio”, confondendo spesso la Città del Vaticano con le Diocesi e che in compagnia di questi “ignobili” ci sono i circoli Arci, le Pro-loco, le aziende sanitarie, le attività sportive, sindacali, politiche e culturali…
Mi vergogno per chi vuole che la Chiesa cattolica paghi l’Ici anche per gli immobili su cui è esentata (chiese, musei, biblioteche, scuole, oratori, mense, centri d’accoglienza), punendo il contributo dato alla vita dell’intera nazione non solo dalla Chiesa stessa ma anche da ebrei e da valdesi, da Caritas e da Emergency, da Telethon e da Amnesty International, insomma da tutti quegli enti non profit per i quali vige l’identica normativa.
Mi vergogno…. per quei 20 deputati del Pd che hanno presentato una mozione in Parlamento, citando una sentenza della Cassazione del 2004 ampiamente superata da una legge del 2006 e interpretata da una circolare dell’Agenzia delle Entrate che precisa bene chi è esente dalla tassazione.
Mi vergogno…. per tutti coloro che approfittano di tale norma e si nascondono dietro enti no profit per svolgere attività commerciale (magari in nero).
Mi vergogno… per tutti quelli che non sanno che i soldi non pagati per Ici e Imu sono risorse che ritornano moltiplicate allo Stato e alla società perché producono ricchezza che si chiama “solidarietà”, “libertà”, “sussidiarietà”.
Mi vergogno…. perché “l’ignoranza della legge non scusa nessuno” ed è dovere del cittadino essere al corrente delle leggi vigenti, forse ancor di più per giornalisti, opinionisti, parlamentari che non possono iscriversi nelle categorie dell’analfabetismo o dell’incapacità di districarsi tra le leggi vigenti o perché non le trovano su Internet.