Con i giovani occorre osare. La responsabilità degli educatori

Caro Francesco,
sono rimasto colpito da una breve intervista rilasciata al quotidiano “La Voce” dal nostro vescovo Douglas, pubblicata il 28 novembre scorso. In particolare mi ha colpito la sua preoccupazione sui giovani (già più volte espressa in vari ambiti) e a proposito diceva: “Li vedo sbandati: non cercano ciò che è solido nella vita e non si pongono le grandi domande di senso che sono strutturali all’uomo”.

In proposito, visto anche il vostro Primo Piano della scorsa settimana, vorrei raccontarti un fatto che mi è accaduto qualche giorno fa, in occasione della Colletta Alimentare.

Ho invitato gli alunni delle mie terze (insegno religione alla scuola media di San Domenico) a fare insieme a me la Colletta presso un supermercato locale. Con mio grande stupore una quindicina di ragazzi ha aderito alla proposta e in diversi dopo la scuola hanno “donato” tutto il loro pomeriggio fino alla chiusura del supermercato per questo semplice gesto di carità. Sembra una contraddizione rispetto alla frase del nostro vescovo, ma non lo è.

Come insegnante e genitore (anche i miei figli sono venuti a chiudere i pacchi al supermercato) ho pensato molto alle ragioni per cui questi ragazzi con entusiasmo hanno detto sì a una proposta simile. Li conosco solo da poche settimane e sarò stato con loro neanche dieci ore di lezione. Ma hanno detto sì…. Il punto è proprio questo: hanno detto sì a una proposta. Ho capito che la frase del vescovo sui giovani era ed è una provocazione a me educatore e padre, se sto facendo una proposta cristiana (a tutti quelli che incontro), oppure come molti occupo il mio tempo con delle attività senza scopo e soprattutto senza Cristo.

Il mese scorso in classe con le terze abbiamo parlato di padre Fausto Tentorio, missionario del lecchese ucciso da un sicario nelle Filippine. Perché padre Fausto è stato ucciso? Semplice, faceva delle scuole. Educava bambini e giovani. Padre Fausto indicava questo come unica possibilità per il futuro del Paese in cui viveva, pieno di problemi e disuguaglianze. Il punto di salvezza per la nostra povera Italia in crisi credo stia proprio in questo problema educativo e in questa domanda che da quando ho letto l’intervista al nostro vescovo mi porto dentro e desidero rilanciare a tutti gli amici insegnanti: cosa stiamo proponendo ai ragazzi che incontriamo ogni giorno? Diamoci una mano…

Cordialità.

Domenico Tallarico

Carissimo Domenico,
mi pare che tu abbia colto nel segno. Le nuove generazioni ci giudicano non per quel che diciamo, ma per quello che siamo. I nostri figli aspettano da noi che siamo persone credibili, con uno scopo ben preciso nella vita. Notano in giro un gran vagare in cerca di punti di riferimento che il più delle volte non vengono trovati.

Ci si affida al caso e ai riempitivi che minano cuore e cervello. Non siamo in grado di restare in silenzio neppure per pochi minuti. Tutti con gli auricolari che bombardano i timpani. Le nostre case sempre con la tv accesa che inibisce il desiderio di dialogo. Per non parlare dei pc ovunque, nelle stanze dei ragazzi e i nuovi tablet che stanno spopolando un po’ ovunque. Il risultato è uno solo: ognuno chiuso nel suo mondo, subissato da mille sirene. E l’essenziale? Rischiamo tutti di smarrirlo.

Siamo ormai in vista del Natale, un’occasione propizia per recuperare ciò che ha davvero valore per la nostra esistenza e per rispondere al nostro desiderio di felicità. Non si può sprecare il tempo: quello che non sfruttiamo è un tesoro prezioso che gettiamo alle ortiche.

Come genitori e come educatori abbiamo una responsabilità enorme nei confronti dei più piccoli. I giovani sono smarriti perché gli adulti sono rimasti bambini. Mi pare sia questo il vero dramma della società in cui siamo immersi. La stima verso chi ci sta vicino si dimostra domandando molto, come tu hai fatto con i tuoi studenti che hanno risposto oltre ogni tua previsione.

A presto.

Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it

Pubblicato giovedì 8 dicembre 2011 alle 00:02

Trattandosi di un vecchio articolo non è più possibile commentare.

Brevi quotidiane

Ultimi articoli

Ultimi interventi

Parole di Vita

Archivio Documenti