Storie di nuova povertà
Storie di lavoro cercato disperatamente, storie di gente che non vuole arrendersi. A Martorano di Cesena la casa d’accoglienza Betania, organizzata e portata avanti dai volontari della Caritas parrocchiale, continua a ospitare donne in difficoltà.
Si era partiti con tre stanze, sei posti letto. Ma le richieste erano così numerose che è stata ricavata un’altra stanza dalla canonica. Ora c’è l’esigenza di altri posti letto e probabilmente un’altra stanza sarà dedicata all’ospitalità.
Il Conad del paese, e altri esercizi commerciali, spesso mettono a disposizione degli alimenti che i volontari distribuiscono alla cucina della casa.
Alla casa Betania si incontrano esperienza di tutti i tipi. Una donna viene dalla Romania, a casa ha due figli e non ha il marito. E’ qua per racimolare qualche soldo e ha trovato lavoro in un magazzino che lavora i cachi. Un’occupazione stagionale, di un paio di mesi, prima di ripartire per la Romania e portare a casa i soldi che dovranno servire per andare avanti.
Una ragazza ucraina fa la badante. Se dovesse pagare un affitto, coi prezzi che ci sono in giro, non avrebbe più soldi da mandare a casa. Si ingegna facendo qualche ora come badante ai malati dell’ospedale.
Molto spesso si tratta di donne sole, di certo lontane da casa e dai propri affetti, dai figli e dai genitori. In poche hanno ancora il marito. Hanno bisogno anche di una parola di conforto, non solo di lavoro e soldi. In genere, nella casa d’accoglienza gestita dai volontari della Caritas parrocchiale, si comportano bene. Sul comodino, hanno sempre la foto dei figli e un Vangelo. Hanno bisogno di parlare, di superare il muro di diffidenza che, nei luoghi di lavoro, può sorgere nei confronti di “quella nuova che viene da fuori”.
Hanno difficoltà nel farsi capire, spesso, ma l’umanità di madri e la preoccupazione per arrivare alla fine del mese è la stessa, sia in Italia che in Albania o Bulgaria. Vengono da situazioni ben peggiori di quella italiana e rispondono alla necessità della nostra realtà sociale, come quella delle badanti per gli anziani. Non è nei loro piani quello di trasferirsi per sempre qua: preferiscono mettere da parte soldi per garantirsi un avvenire migliore nella propria terra d’origine.
Cr