Turismo a Cesenatico: “Il Comune è un freno allo sviluppo”

Giancarlo Barocci lamenta le lentezze burocratiche dell’amministrazione. Gli operatori ritengono urgente rinnovare gli alberghi secondo le esigenze dei turisti

Esprime ottimismo Giancarlo Barocci, presidente dell’associazione degli albergatori di Cesenatico. “Dobbiamo accontentarci e migliorare i nostri servizi – spiega il presidente – in quanto la concorrenza è forte. A Cesenatico abbiamo il problema dell’amministrazione comunale: molti albergatori vorrebbero rinnovare le proprie strutture migliorandole e rendendole più confortevoli, ma i tempi del Comune per il rilascio dei permessi non sono inferiori ai 5 anni, quando arrivano”.

“La volontà di stare al passo con i tempi noi l’abbiamo, è il Comune che ci blocca. Dalle loro statistiche sembra che rilascino molti permessi di ristrutturazione, ma non facciamoci ingannare: per loro anche il rifacimento della nicchia del gas è una ristrutturazione e nelle statistiche fanno rientrare anche questi lavori”.

Secondo il presidente tantissimi alberghi di Cesenatico hanno bisogno di importanti lavori, “altrimenti gli stranieri li perderemo per sempre. I turisti, soprattutto i più facoltosi dell’est, vogliono strutture nuove, anche lussuose, accoglienti e confortevoli, con le più moderne tecnologie. Strutture che magari trovano a Rimini o Milano Marittima, ma non da noi. Ecco perché chiediamo al Comune di collaborare con noi imprenditori che da decenni lavoriamo sul territorio. Pare invece che l’amministrazione preferisca portare avanti progetti faraonici con alberghi enormi come all’ex Nuite o condomini da 14 piani, come da un progetto reso noto da poco”.

Barocci spiega che i turisti non sono mancati, soprattutto in luglio, mentre giugno ha deluso a causa del maltempo. Non male il mese di agosto. “Ancora riusciamo a portare gente grazie ai prezzi e ai servizi – aggiunge – in modo che i turisti si sentano coccolati. In luglio abbiamo offerto, in media, la pensione completa a 50 euro. Un prezzo irrisorio, se teniamo conto della qualità della nostra cucina”.

Affinchè una località turistica possa continuare a mantenersi ad alti livelli, serve il gioco di squadra. Barocci ne è convinto e sottolinea l’importanza della collaborazione con i ristoratori e i titolari degli stabilimenti balneari.

“Alla resa dei conti il turista si sente soddisfatto – conclude – e torna se vengono instaurati dei rapporti personali sinceri. Ormai a noi non ci resta da giocare che la carta della romagnolità, vale a dire quell’insieme di attenzioni, giovialità, accoglienza e simpatia che ci rendono particolari nel panorama dell’offerta turistica mondiale”.

Cr

Pubblicato venerdì 3 settembre 2010 alle 00:02

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