Ci vogliono i fatti
di Francesco Zanotti
Affinché la storia proceda, il mondo politico ha bisogno di presenze qualificate e coerenti. Lo ha ricordato domenica scorsa l’arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, quando si è soffermato a parlare con i giornalisti dopo aver pronunciato le omelie in occasione della festa della Madonna della Guardia, santuario caro ai genovesi.
Il richiamo di Bagnasco è stato molto forte a difesa della famiglia e in favore della natalità. Il rischio dietro l’angolo è di vedersi sgretolare la società in cui viviamo, perché “trascurare la famiglia – ha ricordato il porporato -, ad esempio nelle sue esigenze economiche”, significa non comprendere che non si fa il bene di tutta la collettività.
“Mettere in atto delle politiche adeguate ai reali bisogni della famiglia perché possa avere figli, significa guardare lontano, assicurare un corpo sociale equilibrato”. Affermazioni di spessore, ma anche frasi che di primo acchito sembrerebbero ovvie nella loro sostanza.
Invece, in questo nostro stranissimo tempo, si tratta di interventi che destano stupore, che fanno dire a molti che la Chiesa non si deve interessare delle questioni dello Stato, che deve restarsene chiusa in sacrestia, che i vescovi devono rimanere in chiesa e non si debbono occupare della società civile.
Bene, anzi, benissimo ha fatto il cardinale a intervenire per l’ennesima volta per richiamare al ruolo della famiglia e per favorire una politica in favore della natalità. L’Italia, ormai da tempo, latita moltissimo su questo fronte e adeguati interventi in favore dei figli si attendono da sempre. Quasi nessuno avverte la necessità di portare avanti con forza progetti che possano sostenere le coppie di sposi nel crescere ed educare le nuove generazioni.
Le politiche familiari, come quelle demografiche, sono di lungo respiro e in Italia non si è abituati a guardare troppo lontano. Nessuno desidera adottare provvedimenti sui quali forse altri raccoglieranno frutti. Allora si preferisce una politica di piccolo cabotaggio, che garantisca chi è già garantito.
Ecco perché ci vuole una nuova classe politica, cristiana nei fatti e nelle parole, un sogno ad occhi aperti, come ha ricordato ancora il cardinale Bagnasco. Ci vuole coraggio, il coraggio della profezia, quella che ha fatto agire uomini che spesso ricordiamo fra gli esempi da imitare. Ci vuole la passione per l’uomo, tutto l’uomo, l’I care di don Lorenzo Milani o la sana inquietudine che animava i giorni e le notti di don Oreste Benzi che si è speso fino all’ultimo per chi era abbandonato, deriso, sfiduciato.
Ci vogliono i fatti, non i proclami cui ormai, purtroppo, rischiamo di abituarci.