Conad-cimitero: Avviato un nuovo ricorso al Tar

L’avvocato Stefano Spinelli: “Impugnato il permesso per costruire”

CESENA - Non è stata ancora posta la parola fine sulla nota vicenda del supermercato Conad davanti al cimitero urbano. I lavori nel cantiere sono andati avanti stancamente per tutto il periodo estivo, come a voler dire che non erano stati sospesi, ma neppure con l’impegno che una realizzazione del genere meriterebbe.

Le tombe ’alla cappuccina’ di epoca romana ritrovate nelle scorse settimane hanno ulteriormente ostacolato la realizzazione delle opere di urbanizzazione, mentre non sono del tutto sopite in città le polemiche sorte sul centro commerciale che a molti sembra ancora oggi uno sfregio alla città e al buon senso.

Nei giorni scorsi, l’avvocato Stefano Spinelli, che difende gli interessi delle suore clarisse che hanno il loro convento di clausura a pochi passi da dove dovrebbe sorgere il nuovo Conad, ha notificato un nuovo ricorso al Tar.

“Sono stati impugnati i provvedimenti a seguito del procedimento di riesame (voluto dal Comune di Cesena dopo l’esposto in Procura da parte di un cittadino, ndr) – dice l’avvocato Spinelli – e anche il provvedimento di conferma del permesso a costruire le opere di urbanizzazione e il nuovo permesso a costruire per la struttura commerciale”.

Come dire che il ’riesame’ ha riaperto tutti i termini per i ricorsi e quindi anche la possibilità di domandare “la declaratoria di nullità o l’annullamento degli atti impugnati, previa sospensiva degli stessi – come ribadisce lo stesso avvocato Spinelli -, sempre che nel frattempo non intervengano elementi nuovi”.

L’udienza a Bologna non è ancora stata fissata, ma con ogni probabilità ci sarà verso metà settembre.

Nel frattempo giova ricordare che tutta la vicenda ruota attorno alla riduzione del vincolo cimiteriale, portato ben al di sotto dei 200 metri previsti per legge. Giova anche ricordare che l’intera area era stata definita “di rilevante interesse paesaggistico” e quindi assai delicata sotto il profilo ambientale.

Nei mesi scorsi le sorelle cappuccine, anche e soprattutto grazie al Corriere Cesenate, hanno fatto sentire la loro voce, con la semplice richiesta “lasciateci il silenzio”. Un grido d’allarme che non nasce dal nulla, ma dal fatto che le suore di clausura si trasferirono in quel luogo negli anni Sessanta proprio perché quell’area era sottoposta al vincolo cimiteriale di 200 metri e grazie al quale mai nessuno avrebbe costruito davanti a loro e davanti al cimitero monumentale.

Vincolo poi ridotto in più occasioni per fare sempre più spazio alla struttura commerciale che dovrebbe sorgere a ridosso del loro convento. Da qui i ricorsi al Tar per vedere di bloccare una edificazione che ha trovato echi sulla stampa nazionale, sulle tv e sui siti web di tutta Italia e ha diviso non poco l’opinione pubblica cesenate.

Da ultimo è bene anche ricordare come negli ultimi mesi lo stesso Comune di Cesena abbia declinato alcune realizzazione di minore impatto, come ad esempio un impianto fotovoltaico a San Carlo (cfr. Corriere Cesenate del 9 aprile a pagina 13), per non vedersi costretto a ridurre il vincolo cimiteriale.

Pubblicato venerdì 27 agosto 2010 alle 00:02

Trattandosi di un vecchio articolo non è più possibile commentare.

Brevi quotidiane

Ultimi articoli

Ultimi interventi

Parole di Vita

Archivio Documenti