Estate agli sgoccioli

di Ernesto Diaco

Riannodiamo il filo del discorso, interrotto da una sosta non preventivata e dovuta alle ormai note vicende legate alle tariffe postali.

Lo facciamo ripercorrendo alcune tappe dell’estate che ormai volge al termine e alla vigilia della festa di San Vicinio, patrono di Sarsina e della Diocesi (Cfr. Primo piano a pag. 5 dell’edizione cartacea di questa settimana).

La cocente e prematura eliminazione ai mondiali di calcio in Sudafrica. La bagarre politica e mediatica, che sotto il sole di luglio ha portato nuove incognite e incertezze in un quadro di ripresa economica ancora troppo debole. I disastri provocati dalla stupidità umana e dalle catastrofi naturali in mezzo mondo. Altri militari italiani rimasti uccisi in Afghanistan, in uno stillicidio quotidiano di notizie di violenze, specialmente sulle donne. E poi gli esodi e i controesodi (ma sei italiani su dieci sono rimasti a casa), i tormentoni musicali e sportivi, le bizze del meteo.

Sono i fotogrammi di un’estate ormai agli sgoccioli, pagine di un album che sarebbe quanto meno incompleto senza gli scatti che non vediamo nei telegiornali e sulle riviste patinate: quelli delle famiglie che si ritrovano, delle mille sagre e feste patronali, dei centri estivi parrocchiali e dei pellegrinaggi, della fitta agenda delle associazioni religiose, culturali e di volontariato.

Ancora un paio di settimane e la riapertura delle scuole manderà definitivamente in soffitta l’estate 2010, col suo bagaglio di sogni e di promesse. Più scuri in volto – speriamo solo per l’abbronzatura – si torna al lavoro e alla routine. Magari, però, anche arricchiti dalle esperienze fatte, da qualche panorama che ci ha tolto il fiato o un bel libro divorato. Da tanti amici con cui proseguire e ricordare.

Il guaio che ci potrebbe ora capitare non ha nulla a che vedere con l’anticipo della sveglia o il traffico cittadino nelle ore di punta. Per usare le parole di monsignor Mariano Crociata sul quotidiano Avvenire, il pericolo all’orizzonte è piuttosto un malessere spirituale, “un andazzo che rimpicciolisce il nostro cielo”. Nell’espressione del segretario generale dei vescovi italiani possiamo leggere un riferimento a programmi – di vita personale,ma anche politica – poveri di idealità, di pensiero, di speranza fondata su solide basi. Si tratta, proseguiva, “di ripartire da coscienze e interiorità nutrite di relazioni significative”, maestre nell’arte di rientrare in se stessi e di “scoprire inedite possibilità di incontro e di alleanza, per trasformare dal di dentro una società che appare a volte insensata”.

È verso simili orizzonti che punta la scelta della nostra diocesi, insieme a tutta la Chiesa italiana, di rinnovare la propria scommessa educativa. La responsabilità dell’educazione, infatti, sarà al centro dell’assemblea diocesana del prossimo 12 settembre, presieduta dal vescovo Antonio, in attesa del nuovo pastore. Un’altra immagine in cui si riassume l’impegno dell’estate trascorsa e la voglia di futuro.

Pubblicato mercoledì 25 agosto 2010 alle 17:30

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