Tiene ancora banco il caso Conad dopo il nostro appello: “Fate un passo indietro”
Caro direttore,
mi ero ripromesso di non intervenire su questo tema, ma gli inviti un po’ donchisciotteschi di Ottorino Bartolini alla guerra santa sepolcrale contro il “Mercimonio” delle sepolture mi fanno veramente infuriare.
Se provasse a informarsi, forse si eviterebbero attacchi ai mulini a vento scambiati per giganti. Il Conad di Ponte Abbadesse esiste già: ed è in un posto che da quindici anni è un problema per tutti i residenti che ne chiedono lo spostamento per correre meno rischi di incidenti stradali, ingorghi, flussi di traffico superiori ai limiti consentiti dal borgo.
Dopo quindici anni di proposte è stato identificato un luogo accettato sia dai cittadini che dal Conad e dalle altre attività locali che si unirebbero al centro, migliorando il quartiere per i cittadini dello stesso e per tutti coloro che al Conad vengono a fare una spesa evidentemente conveniente.
Ai primi rumori di guerra sulla soluzione trovata, i gestori del Conad (famiglie locali che sono l’esatto opposto dei grandi supermercati organizzati) hanno in quattro giorni raccolto 1000 firme a difesa della soluzione. Purtroppo io ero fuori e non ho potuto firmare, come pure mia moglie. Ma erano 1000 abitanti su 5000 cittadini del quartiere.
Subito gli epigoni del No Conad hanno raccolto 5000 firme, chiedendo aiuto a Sarsina, a Bologna, a Roma e a Città del Vaticano, per difendere il silenzio cimiteriale. Cioè, in modo ideologico, le suorine hanno raccolto firme in tutta Italia per decidere sui cittadini di Ponte Abbadesse.
Le stesse suorine tra l’altro hanno richiesto ai gestori del Conad di non mettere un parco verde coi giochi dei bambini dalla parte del convento perché il rumore dei bambini disturberebbe le sorelle. D’altra parte il “pargoli venite a me” ultimamente non è più tanto consentito nelle gerarchie ecclesiastiche, ma per altri motivi che non sono il rumore.
Insomma, sono furioso. In nome di grandi valori si attacca un’iniziativa voluta dai cittadini del quartiere che tra l’altro, se la si va a controllare, non è affatto vicino al cimitero come si favoleggia: a meno chè sia più immorale vicino al cimitero acquistare pane, latte e uova piuttosto che benzina, dato che il distributore è proprio più avanti del supermercato e già da diversi anni tra il silenzio smarrito degli epigoni sepolcrali.
Ogni tanto la verità va detta, anche per spiegare che le guerre sante e i “Dio lo vuole”, sono molto spesso figlie di interessi economici mascherati da atti estetici e morali.
Secondo me non è Dio che vuole il Conad, ma il buonsenso, che spesso è divino.
Ermes Zattoni
Carissimo Zattoni, lei è furioso?
Lo ripete persino due volte. E noi che dovremmo dire dopo aver letto la sua lettera? Mi limito a esaminare il suo scritto, senza lasciarmi andare alla tentazione di risponderle per le rime.
Lei parla di ‘guerra santa sepolcrale’. Guerra santa per che cosa, mi verrebbe da chiederle? È il bel vezzo di certa gente di etichettare tutto con frasi fatte: guerra santa diventa un termine negativo per attaccare la chiesa e chi per essa. Poi si ferma sugli ‘attacchi ai mulini a vento scambiati per giganti’. Chi sono i giganti? Cosa crede che sia la Conad per le sorelle che vivono nella clausura del monastero del Corpus Domini? E da che parte stanno gli interessi economici? Da quella di chi vive di Provvidenza? Ma che dico? È di certo un rapporto di forza alla pari, mi scusi.
‘Il Conad esiste già, dopo quindici anni è stato spostato in un luogo accettato da tutti’.Non mi risulta che sia accettato da tutti, neppure dagli abitanti di Ponte Abbadesse che comunque non hanno piena giurisdizione sul cimitero urbano. Forse sbaglio?
‘In soli quattro giorni hanno raccolto mille firme e gli altri 5mila’. Non mi pare abbia molta dimestichezza con la copiatura dei numeri. Poco più di novecento le prime, quasi ottomila le seconde.Ma tant’è! Firme raccolte in modo ideologico, dice lei, chiedendo aiuto a Sarsina, Bologna, Roma e Città del Vaticano. Si vede che la vicenda non riguarda solo Ponte Abbadesse e lo dimostra l’interessamento di giornali e tv da tutto il Paese. Lei crede che sia colpa nostra?
Ma veniamo alla sua chicca: ’pargoli venite a me, ultimamente non è più tanto consentito nelle gerarchie ecclesiastiche, ma per altri motivi che non sono il rumore’. Lei mi dice che c’entra questo argomento? Lei tira in ballo le suore che a suo dire non vogliono il rumore dei bambini che le disturberebbe. Ma lei è mai salito fino al convento di clausura? Lo sa cosa significa vivere in clausura? Lo sa che per chi ha scelto questa vita il silenzio è essenziale, è come l’aria per respirare? Ha mai fatto visita alle suore che lei cita in maniera quasi offensiva? Ha mai provato di capire la loro scelta per imparare a rispettarla?
Poi dice che ’in nome di grandi valori si attacca un’iniziativa voluta dai cittadini del quartiere’.Ma lei sa che le suore negli anni Sessanta decisero di costruire in quel luogo il loro nuovo monastero perché mai nessuno, grazie alla presenza del cimitero e del relativo vincolo, avrebbe edificato davanti a loro? Della loro decisione non si tiene più conto?
Meglio chiuderla qui. Carissimo Zattoni, credo abbia di che meditare. Ma le assicuro, le suore, e non solo loro, pregano per tutti noi cesenati, quindi anche per lei, ogni giorno.
Saluti.
Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it
La lettera del Sig: Ermes Zattoni è un pregiato esempio di discorso capzioso, e qui mi fermo perché il Direttore ha già spiegato bene. Io voglio fare un altro discorso, di tipo prettamente urbanistico. Abbiamo due facoltà d’Architettura, si muovano anch’esse. Ma non fa ridere un supermercato tra un Cimitero e un Convento? Ma c’è anche un’Estetica da rispettare nella costruzione e sviluppo di una Città! E poi si parla di cementificazione. Ma questo progetto Conad non è una vera e propria cementificazione? O non capiamo che cosa significa questo termine? Questo termine significa “edificare occupando grandi superfici”. Se l’edificazione fosse in altezza (torre) non vi sarebbe “sciupio” di suolo verde. I canoni e le tipologie edificatorie vanno rivisti. Non pensate ora che tra il Cimitero e il Convento ci vorrebbe un grattacielo!!! Il fatto è che in quel posto non ci vuole alcuna edificazione. Il vincolo paesaggistico subdolamente soppresso va ripristinato (sic et simpliciter!)
Alberto Busato
Mi pare che prendere la vicenda Conad come pretesto per attaccare la Chiesa sia del tutto fuori luogo. La contrarietà di tanti cittadini, firmatari della petizione e non, riguardo a quella localizzazione del centro commerciale non riguarda solo la Chiesa, certo la locazione è inopportuna per la vicinanza a luoghi sacri che dovrebbero essere tutelati come il cimitero e il convento di clausura, ma non sono questi i motivi principali. Il motivo per cui, ad esempio, io votai da consigliere comunale contro questa variante urbanistica risiede nel fatto che quell’area fosse vincolata dal punto di vista paesaggistico e fosse all’interno della fascia di rispetto cimiteriale, due vincoli che avrebbero impedito a qualunque comune privato di costruire lì. Quello che io contestavo e contesto è quindi il fatto che a Cesena ci siano cittadini “comuni” che devono sottostare ai vincoli e cittadini “speciali” (…) che invece vede l’amministrazione comunale piegarsi ai suoi desideri e cambiare le regole di conseguenza. Insomma quella che io contesto è una città governata a misura di ipermercato (…) anzichè a misura d’uomo.
Il signor Ermes Zattoni dovrebbe tenere una nocciolina in bocca, in modo tale da (…)