Sì al blocco, ma rivederne i tempi

Fermo pesca al via il 2 agosto: l’opinione di un pescatore di Cervia

RIVIERA ROMAGNOLA - L’unità di crisi, presieduta dal ministro delle politiche agricole Galan e nata all’indomani dell’entrata vigore dal 1° giugno della nuova normativa Ue, ha approvato il fermo pesca di 30 giorni. Rispetto alla pesca a strascico i porti dell’Adriatico il fermo va dal 2 al 31 agosto e, sempre in Adriatico, per otto venerdì consecutivi nelle settimane successive.

Abbiamo interpellato Luciano Sartini, titolare del piccolo peschereccio Diana: “Nel mese di agosto, quando nelle località turistiche aumentano i consumi del pescato, puntuale arriva il fermo pesca che a mio giudizio favorisce le società importatrici e i grossisti del settore. Se volessimo proteggere alcune specie a rischio dell’Adriatico, il periodo di sosta andrebbe anticipato di alcuni mesi. Insieme a mio figlio usciamo dal porto di Cervia a mezzanotte e dopo mezz’ora di navigazione caliamo la tartana (rete a strascico) tre volte per un totale di 5 ore, intercalate in coperta dalla cernita del pescato e alle 7 rientriamo in porto per la vendita del prodotto”. Nei primi 6 mesi del 2010 causa le condizioni climatiche avverse, le giornate lavorative sono state 70.

“Da anni – continua il pescatore – la politica, in particolare dell’Ue, favorisce le grandi barche da 30-40 metri con una potenza che va ben oltre i 2000/3000 cavalli. Queste navi a strascico escono dai porti anche con il mare mosso, con una autonomia di navigazione che per 5 giorni consente di calare le reti notte e giorno. Sono queste le vere responsabili dell’impoverimento ittico del nostro mare”.

A Cervia le cinque barche superstiti forniscono direttamente ai consumatori il pescato attraverso il mercatino del Borgo Marina.

“Questa è una peculiarità tutta cervese – prosegue Sartini -. Dal mare, e senza altri passaggi, il pescato in poche ore arriva nelle case dei turisti cervesi. Con il fermo pesca questo verrà tolto. Nel documento di attuazione del fermo pesca sono previsti compensazioni finanziare e la cassa integrazione a favore dei pescatori. Lo scorso anno i marinai alle dipendenze dei grandi armatori hanno ricevuto l’indennizzo, escludendo le piccole barche a conduzione famigliare come la mia. Per quest’anno non prevedo sostanziali cambiamenti”.

Calimero Borghini

Pubblicato venerdì 30 luglio 2010 alle 00:02

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