Natura e testimonianze intense

In 330 a Madonna di Campiglio da Cesena-Sarsina alla ‘vacanza insieme’ proposta da Cl. Sette giorni “con uno sguardo nuovo con il quale guardare la realtà”

Dal 18 al 25 luglio, 330 persone, fra le quali un centinaio di bambini, hanno partecipato a Madonna di Campiglio, suddivisi in quattro alberghi, alle vacanze insieme, su invito di Comunione e Liberazione di Cesena.

La cosa che ha fatto più impressione durante le giornate è stata la disponibilità di tutti a testimoniarsi reciprocamente come la fede sia veramente uno sguardo nuovo con il quale guardare tutta la realtà. Per potere permettere a tutti di potere gustare fino in fondo la meraviglia della natura, segno inconfondibile della presenza di Dio, sono state proposte delle gite, dando a tutti la possibilità di partecipare, anche perché sono stati previsti percorsi differenziati a seconda delle necessità di ognuno, tenendo conto perfino del possibile utilizzo dei passeggini.

La preghiera ha sempre scandito la giornata, attraverso le lodi al mattino e la Messa ogni giorno. Nel pomeriggio del 23 luglio, Morena di Gatteo, madre di Giulia, la giovane deceduta il 18 luglio 2009 in un tragico incidente stradale, nel corso di una toccante testimonianza, seguita a quelle del responsabile imolese di Cl (il 20) e di quattro milanesi (il 22), ha mostrato come si possa “stare di fronte alla realtà con gli occhi spalancati”, “tesi a vedere la misericordia del Signore”, che “contemporaneamente propone nella vita momenti di croce e di risurrezione”.

Il 19 sono stati letti alcuni brani tratti dai “Cori da ’la Rocca’ “ di Thomas Stearns Eliot, Nobel del 1948, che, ponendo con forza la domanda “È la Chiesa che ha abbandonato l’umanità, o è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa?”, descrive il contesto culturale nel quale oggi viviamo, aiutati dalla testimonianza del Papa che richiama continuamente alla presenza di Cristo, compagno quotidiano, come ha mostrato in modo inequivocabile la toccante visione del filmato della recita del “Regina Caeli” con Benedetto XVI il 16 maggio 2010, con la quale si è chiuso questo momento culturale.

Ogni sera c’è stato un momento di festa e in quello finale i cinque francesi presenti, ringraziando per i giorni trascorsi insieme, hanno testimoniato come la presenza di Dio sia l’unica cosa che ogni uomo, con occhi e cuore puro, possa capire, qualsiasi lingua parli, tanto è vero che ognuno, con Lui, si sente sempre a casa propria.

Stefano Salvi

Pubblicato venerdì 30 luglio 2010 alle 00:02

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