Emilia Romagna, i giornali e la crisi

I primi provvedimenti adottati dalle testate regionali

Chiudere o ridimensionarsi. L’ha scritto la scorsa settimana il direttore de La Libertà, il settimanale della diocesi di Reggio Emilia, Edoardo Tincani. Sono gli effetti del decreto interministeriale Tremonti-Scajola del 30 marzo scorso che ha più che raddoppiato le tariffe postali per tantissimi giornali d’informazione, periodici diocesani compresi.

In Emilia Romagna le 17 testate operative hanno quasi tutte allo studio misure per fronteggiare l’emergenza creatasi a campagna abbonamenti chiusa da tempo.

Non è facile predisporre un quadro preciso dei percorsi intrapresi dai singoli settimanali soprattutto perché molti direttori non sono rintracciabili in quanto diverse redazioni sono chiuse proprio a motivo dell’aumento del 121 per cento delle tariffe postali in vigore dal primo aprile scorso.

Il Ponte di Rimini è tornato immediatamente indietro dal progetto-bisettimanale. Il ritorno all’uscita ogni sette giorni si è imposto subito. C’è chi ha ridotto le pagine e chi ha deciso meno uscite. A Forlì, al Momento, fanno un giornale di 16 pagine, dalle 24 di prima. Meno pagine e due numeri in meno anche al Piccolo di Faenza, mentre a Piacenza, il direttore don Davide Maloberti fa sapere che confezionano un giornale con quattro o otto pagine in meno e stanno valutando l’aumento del prezzo dell’abbonamento di almeno 5 euro che non compenserà l’incremento delle nuove tariffe per la spedizione.

Noi del Corriere Cesenate, saliti negli ultimi anni a 50 numeri, siamo tornati di colpo a 46 e abbiamo ridotto le pagine da 32 a 24. Anche i festeggiamenti per i cento anni del giornale (nel 2011) sono in forse. Per quest’anno niente uscite per aggiornamenti o convegni e neppure stage di studenti in alternanza scuola-lavoro. Il prezzo dell’abbonamento salirà da 36 a 45 euro.

Al Risveglio di Fidenza si sta pensando di fare un quindicinale (adesso è settimanale), mentre a Carpi in questi giorni sono tutti a casa per vacanze più lunghe (forzate) del solito.Tagli anche alle collaborazioni e adozione di una carta di minore qualità. Queste le contromisure adottate fin da subito.“Poi di mano in mano – dice il direttore di ’Notizie’ di Carpi Luigi Lamma - vedremo quali provvedimenti intraprendere”.

Pubblicato venerdì 30 luglio 2010 alle 00:02

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