Evitare i pastrocchi

di Francesco Zanotti

Ci apprestiamo a una lunga vacanza. Meritata (speriamo), ma inattesa e forzata. Lo abbiamo scritto in tutte le salse e continuiamo a farlo anche in questo numero (cfr. pag. 10 dell’edizione cartacea): le tariffe postali in vigore dal primo aprile, dopo il decreto dei ministri Tremonti e Scajola che ha azzerato l’intervento governativo, ci hanno imposto drastiche riduzioni di uscite e di pagine.

Ecco perché, contrariamente a quanto è avvenuto negli ultimi due anni, nostro malgrado siamo costretti dagli aumentati costi per l’invio del giornale agli abbonati a dare appuntamento ai lettori solo per venerdì 27 agosto.

Mentre speriamo che quanto prima questa situazione possa trovare un positivo sviluppo, anche grazie alla incessante campagna che il quotidiano Avvenire sta conducendo in argomento da domenica 18 luglio, non possiamo non prendere in considerazione quanto succede nel nostro Paese.

E’ vero che l’estate attenua tutti i contrasti e porta l’attenzione dell’opinione pubblica ai minimi termini, ma ciò non ci esime dall’esprimere il disagio che si vive nell’ascoltare quanto avviene nei palazzi della politica e nelle aule giudiziarie. Lasciamo ai magistrati il loro lavoro.Certo che gli scandali emersi negli ultimi mesi fanno venire alla mente gli anni bui di Tangentopoli.

Sembra proprio che la storia recente del nostro passato non abbia insegnato nulla. Come si fa ad agire in maniera tanto sfrontata, si chiede il cittadino che legge attonito? Dove è andato a finire il senso dello Stato, del servizio, del bene di tutti? Leggiamo di P3, di cricca, di sgambetti fra amici dello stesso partito, di lotte intestine per la supremazia di questo o quel leader.

Il Governo, preso dalle urgenze finanziarie di un periodo di crisi economica terribile, ne avrebbe abbastanza cui pensare. Invece ci sono le dispute fra correnti e una coalizione che sembra barcollare ogni giorno di più.

In questa situazione, a tratti grottesca, sembra impensabile che si possano programmare interventi di lungo periodo. “Se poi si riscontrasse che il pasticcio che ci è stato servito – ha scritto mercoledì scorso Avvenire -, il logoramento permanente dell’esecutivo e la clamorosa diatriba che oppone i co-fondatori del Pdl, il premier Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini, impedisce di affrontare i problemi e di compiere le scelte politiche necessarie per il Paese, anche in quel caso occorrerà evitare altri pasticci”.

Ecco, pensiamo stia proprio qui il nocciolo di tutta la vicenda: si evitino altri pastrocchi e si pensi al bene dell’intera nazione, non a quelli particolari, né tantomeno a quelli personali. Tutta la classe politica è chiamata a un recupero di credibilità che il taglio di mille euro negli stipendi dei parlamentari da solo non sarà di certo in grado di assicurare.

Pubblicato mercoledì 28 luglio 2010 alle 17:30

6 risposte a “Evitare i pastrocchi”

Commenti

  1. arrigo 02 ago 2010 / 17:04

    Egregio Direttore,
    è da un po’ che … ci sommerge di catastrofici scenari per la libertà di stampa a causa del cambio delle tariffe postali agevolate prima godute per l’invio del giornale agli abbonati….. mi (ci) dica QUANTO pagavate prima e QUANTO pagate ora sto benedetto francobollo?
    Si tratterrà sicuramente, allora ed ora, di centesimi… non mi sembra tanto grave da mettere in forse la stessa sopravvivenza di una pubblicazione… Mi arrivano spesso proposte di abbonamento a riviste varie (anche famosissime) con sconti che sfiorano l’80% del prezzo di copertina: vorrà dire che gli abbonati pagheranno quel quid in più per recuperare. Ben altre sono le minacce alla libertà di esprimere le proprie idee…..

  2. francesco zanotti 05 ago 2010 / 10:53

    Carissimo Arrigo, gli aumenti delle tariffe postali, per noi settimanali d’informazione, sono nell’ordine del 121 per cento. Siamo passati da circa 11 centesimi di euro a 0,2378 centesimi di oggi, con un aumento di costi per la nostra testata di circa 70mila euro annui. Non mi pare una cosa da poco per una piccola realtà come la nostra, non crede?
    I contributi ai giornali hanno una loro logica, che non si deve mai dimenticare: quella di favorire il pluralismo nell’informazione. Si tratta di un bene fondamentale per una democrazia moderna, dal quale non si può prescindere. Ci sono sprechi, è vero. Allora si vadano a colpire gli sprechi, ma non si faccia di ogni erba un fascio.
    Il fatto più grave, comunque, è che questi aumenti sono intervenuti a campagne abbonamenti chiuse da tempo e da un giorno all’altro, senza alcun preavviso. L’anno di vera difficoltà è quello in corso, tanto è vero che continuano gli incontri sia con le Poste sia con il Ministero per vedere di trovare un accordo che ancora non è dietro l’angolo.
    Per il 2011 noi abbiamo già preannunciato un aumento dell’abbonamento da 36 a 45 euro. Poi vedremo per quanti sarà indolore. Questo è il quadro. Spero di essere stato abbastanza chiaro. Cordiali saluti.
    Francesco Zanotti
    direttore

  3. amorigi 14 ago 2010 / 18:01

    Ora, caro direttore, ci sono altri soggetti (es TNT) che si dedicano alla distribuzione della posta, credo che una buon contratto si potrebbe, volendo, trovare però.. però…..
    Siamo all’Assunta, siamo alla Festa Della Madonna del Monte…. che tristezza vedere questo giornale on line (qui i francobolli non servono…) senza un cenno, un ricordo…. una immagine….

  4. amorigi 14 ago 2010 / 18:11

    Ora, caro direttore, ci sono altri soggetti (es TNT) che si dedicano alla distribuzione della posta, credo che una buon contratto si potrebbe, volendo, trovare però.. però…..
    Siamo all’Assunta, siamo alla Festa Della Madonna del Monte…. che tristezza vedere questo giornale on line (qui i francobolli non servono…) senza un cenno, un ricordo…. una immagine….
    ****
    considerazioni:
    dobbiamo ritenerci una Diocesi… sfortunata?
    *sembra che non si trovi un buon prete che possa diventare nostro vescovo! è da gennaio che la Sede Vescovile è vacante…
    *il sito della Diocesi è, praticamente, fermo da gennaio
    non aggiornato in nessuna parte
    * La più bella chiesa di Cesena restaurata e declassificata a banale sala riunioni! La Parrocchia di PIO VII , poveretto, dopo tutto quello che ha patito in vita, anche a questo doveva assistere !

  5. francesco zanotti 17 ago 2010 / 11:09

    Grazie, carissimo Morigi, per i suoi interventi e anche per le sue sollecitazioni. Speriamo che tutte le situazioni che lei mette in evidenza si sblocchino quanto prima.
    Mi permetto due sottolineature. Per quanto riguarda la consegna del giornale, altri soggetti sono stati interpellati, ma al momento nessuno è in grado di assicurare un servizio paragonabile a quello che fa Poste Italiane. Pare che a livello nazionale qualcosa si stia muovendo. Speriamo bene per i primi di settembre. Staremo a vedere.
    Per quanto riguarda il nostro sito: non viene aggiornato anche se non esce il giornale cartaceo perchè altrimenti sarebbe considerato un altro giornale, del tutto a sè stante, con una sua registrazione ecc., come è stato di recente messo in evidenza per altri giornali “nostri cugini”.
    Sa quanto sta costando a noi non uscire in queste settimane? Siamo qua che mordiamo il freno, e tutto questo nostro malgrado. Essere cresciuti negli ultimi anni fino a 50 numeri ed essere dovuti tornare indietro in un solo colpo da 50 a 46 numeri è stata per noi una vera mazzata, mi creda.
    Grazie per l’amicizia e a presto.
    Francesco Zanotti
    direttore

  6. amorigi 17 ago 2010 / 18:32

    mi riferivo al SITO DELLA CURIA….
    sul vostro niente da dire.. forse potreste ospitare un po’ di pubblicità.. giusto per tirare su qualche soldo in più…
    saluti

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