Carne di alta qualità per la Valle Savio

In arrivo investimenti per adeguare i macelli presenti in zona

VALLE SAVIO - Macellazione nelle zone montane: più di un milione e 200mila euro in Provincia per lavori di ristrutturazione ed adeguamento alle normative sanitarie europee. E’ giunto in queste settimane l’ok dal Ministero delle Sviluppo Economico per il rinnovamento dei macelli appenninici, affinché possano funzionare come piattaforme di lavorazione al servizio delle imprese zootecniche dell’Appennino romagnolo.

Nella Provincia di Forlì – Cesena sono 6 i Comuni che hanno potuto beneficiare dei contributi governativi. Nel Cesenate sono stanziati finanziamenti per Bagno di Romagna, Sarsina e Sogliano. Dei tre il paese plautino è l’unico che è si occupa di macellazione e lavorazione di carni biologiche e può ora contare su 336mila euro per la ristrutturazione e l’ammodernamento del proprio macello comunale.

Sempre in Valle Savio arriveranno altri 144mila euro per il laboratorio di sezionatura e lavorazione carni a Bagno, mentre il comune di Sogliano al Rubicone potrà godere di 45.760 euro specializzandosi nel sezionamento, nella lavorazione ed etichettatura della selvaggina e selvatici, e coprirà le spese dell’impianto di climatizzazione delle zone di macellazione e quelle antistanti le celle frigorifere. In tali strutture rinnovate gli allevatori del territorio potranno elaborare le carni così da portare sul mercato prodotti di seconda e terza lavorazione, cioè tagli finiti e confezioni preparati freschi favorendo la cosiddetta filiera breve.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha accolto il piano d’investimento frutto di due anni di concertazione fra tutti gli attori del territorio e che aveva prodotto un protocollo d’impegno delle risorse a valere sulle agevolazioni concesse nell’ambito del Patto territoriale. Il piano d’investimento ha avuto anche l’avvallo del Tavolo verde (di consultazione con le organizzazioni professionali e centrali cooperative del territorio provinciale) delle Comunità montane (Cesenate, Forlivese ed Acquacheta) e del Parco delle Foreste Casentinesi.

Il piano è stato portato avanti grazie all’interessamento di Maurizio Solfrini e Giona Simoni, rappresentanti del territorio romagnolo nel consiglio di amministrazione del Sil, Soggetto Responsabile del Patto, mentre il lavoro di concertazione è stato coordinato da Marco Cortini, funzionario dell’assessorato all’agricoltura della Provincia di Forlì-Cesena, in stretta collaborazione con le organizzazioni agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri) e le stesse imprese.

Michela Mosconi

Pubblicato venerdì 23 luglio 2010 alle 00:02

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