Al via le prove per il “porta a porta” cesenate

Da ottobre raccolta dei rifiuti casa per casa nella zona dell’Oltresavio

Cesena tenta di “convertirsi” al porta a porta. Dal prossimo autunno prenderà il via nel quartiere Oltresavio (che con 18mila abitanti rappresenta un quinto della città) il progetto pilota con la raccolta domiciliare dei rifiuti organici e indifferenziati grazie a un finanziamento regionale di 190mila euro.

Eliminati i grandi cassonetti su strada (resteranno i contenitori per carta, plastica, vetro e lattine), verranno ritirati gli appositi contenitori direttamente davanti le abitazioni dei cittadini.

“Vogliamo accompagnare le persone a un approccio diverso sulla produzione dei rifiuti”, spiega l’assessore alla Sostenibilità ambientale Lia Montalti, fautrice di una rinnova spinta a favore di quello che è considerato il metodo più funzionale per incrementare la percentuale di rifiuti destinati al riciclaggio. Scelta che ha diviso non poco il Partito democratico: la precedente Giunta Conti e i consiglieri di maggioranza si erano sempre distinti per una netta chiusura su questo tema.

Eppure l’obiettivo di legge per il 2012 è chiaro: raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata. In caso contrario “i cesenati nel 2012 potrebbero arrivare a pagare anche un milione di euro in più”, evidenzia l’assessore. “Attualmente siamo al 44,35 per cento di raccolta differenziata – prosegue -. L’ organico può rappresentare fino al 35 per cento di quello che produciamo e adesso viene raccolto solo per il 7 per cento”.

L’umido raccolto verrà poi consegnato alla centrale di compostaggio della Busca, che può produrre fino al 20 per cento del fabbisogno energetico di tutte le famiglie di Cesena.

E per quanto riguarda i costi? Sono ancora in via di definizione, anche se l’obiettivo del Comune è quello di non gravare sulle tariffe. “Contiamo di coprire il più possibile i costi di avvio con il contributo regionale, di cui usufruiremo solo se avvieremo il percorso entro la fine di quest’anno”, evidenzia Lia Montalti.

Su questo punto però piovono le critiche del consigliere della Lega nord Diego Franchini, per cui il rischio “è che i fondi regionali possano coprire solo i costi di avviamento e non l’intera sperimentazione”.

Proprio sui costi reali del servizio si era verificata negli anni passati una forte divergenza tra Forlimpopoli (primo Comune del territorio a sperimentare questo tipo di raccolta) ed Hera, che avrebbe impiegato diversi mesi prima di aprire le trattative con l’Amministrazione comunale cesenate sulla sperimentazione all’Oltresavio.

Entusiasmo moderato per il Movimento Impatto Zero ero che nel 2008 ha consegnato al Comune oltre 2mila firme (tra cui anche quella dell’attuale assessore all’Ambiente) a sostegno del porta a porta.

“Si tratta solo del primo timido passo” commenta il vicepresidente Paolo Marani, che attende il compimento di quello successivo quando, a fine 2011, si procederà alla gara di appalto per il rinnovo della raccolta rifiuti. “Sarà l’occasione – sottolinea -per includere nel bando anche la richiesta di continuare con questo innovativo sistema, Hera o non Hera”.

Francesca Siroli

Pubblicato venerdì 23 luglio 2010 alle 00:05

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