Tombe romane al Conad

Nel cantiere di Ponte Abbadesse sono intervenuti gli archeologi

CESENA - Nel corso degli scavi nel cantiere del nuovo centro commerciale Conad a Ponte Abbadesse, vicino al cimitero urbano, stanno venendo alla luce i resti di antichi sepolcri. Dai primi riscontri, si tratterebbe di una decina di tombe romane “alla cappuccina”, così detta per le tegole disposte a doppio spiovente, riconducibili al periodo compreso fra il primo e il quarto secolo dopo Cristo.

Il ritrovamento è avvenuto superficialmente, a poche decine di centimetri di profondità, all’interno del perimetro dove dovrebbe sorgere la struttura del supermercato. In attesa del sopralluogo, che si terrà a breve, della Soprintendenza ai beni architettonici, i lavori stanno proseguendo sotto la supervisione dei tecnici della società specializzata Tecne di Bologna.

“Sul cantiere di Ponte Abbadesse è stata chiesta da parte nostra fin dall’inizio dei lavori la sorveglianza archeologica – spiega Monica Miari, responsabile di zona della Soprintendenza dei beni archeologici dell’Emilia Romagna – e la committenza ha subito dato incarico a una ditta archeologica di controllare gli scavi. Alla fine della settimana scorsa sono venuti in luce i primi rinvenimenti di età romana e conseguentemente si è tenuto un incontro qui in Soprintendenza per decidere come procedere”.

Dopo una pioggia di firme (8mila) e il riesame della pratica edilizia voluto dal Comune (che ad ogni modo si è ben guardato dal verificare la validità della delibera del Consiglio comunale che disponeva la riduzione del vincolo cimiteriale da 200 a 50 metri), il contestatissimo cantiere (su cui pende anche un ricorso al Tar e un esposto in Procura) deve questa volta fare i conti con il cuore antico della città.

“Ci si è accorti solo recentemente dell’importanza di questa zona – prosegue l’archeologa, che ha seguito negli anni scorsi gli scavi sul colle Garampo-. In passato la si considerava infatti ’povera’ dal punto di vista archeologico, mentre negli ultimi tempi, dopo una serie di scoperte, è cambiata l’attenzione. Si tratta comunque di una zona non abitata, ma periferica della città romana”.

È difficile ipotizzare quali altre tracce di un vetusto passato potrebbero celarsi in quell’area (in quanto non esiste una topografia precisa dell’epoca romana e preromana) adagiata ai piedi del colle Garampo, che ospitò i primi insediamenti umani a Cesena.

Francesca Siroli

Pubblicato venerdì 16 luglio 2010 alle 00:05

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