Mario Barbarisi è “sentinella del Creato”

Forum Greenaccord a Pistoia – Premiato il direttore del settimanale diocesano Il Ponte di Avellino

È Mario Barbarisi, direttore de Il Ponte di Avellino, a ricevere il premio “Sentinella del Creato 2010″ per la Federazione italiana settimanali cattolici.

Giovane, seriamente impegnato sul tema, molto preparato, Barbarisi sorprende la platea del teatro Bolognini di Pistoia, durante l’intervista con Roberto Amen subito dopo la premiazione, per la passione con cui difende una professione in cui ancora crede nonostante i tempi difficili e sospetti: “Mi appello all’etica e alla responsabilità, nella piccola come nella grande testata, per volgere lo sguardo verso i bisogni reali del paese. Per noi cattolici, si tratta di guardare i problemi dal basso prima ancora di arrivare alle grandi questioni. Un esempio? Non possiamo ignorare che alla mensa dei poveri, in diocesi, sia cresciuta sensibilmente, almeno del 20 percento, la richiesta d’aiuto”.

Barbarisi è un direttore che crede fermamente nel cammino fatto insieme a tutti i collaboratori del Ponte, e vorrebbe che il premio fosse assegnato a tutto il giornale: “ha il difetto di avere il mio nome scritto sopra, ma è da condividere con tutta la redazione”.

Lui, che si definisce “folgorato da Greenaccord” fin dal primo momento in cui ne ha incrociato il percorso, e che pertanto ha stimolato il settimanale avellinese a sviluppare una rubrica fissa dedicata all’ambiente, avalla con convinzione anche il tema concreto e simbolico del cammino di Santiago al quale dedicherà una rubrica ad hoc sul giornale.

Sul tema dei tagli all’editoria e del nuovo bavaglio imposto alla stampa si riaggancia all’intervento di Tiziana Ferrario, presente al forum di Pistoia, per dire che “i pericoli più grossi, per il bene dell’informazione e della democrazia, sono la pilotata disattenzione dai problemi reali che ormai anche i grandi giornalisti segnalano quotidianamente e l’esiguità delle voci. Per fortuna le nostre testate sono tante, bisognerebbe garantirne la sopravvivenza perché paradossalmente in ambito locale ci si muove meglio che in ambito nazionale, e poi i giornali che appartengono alla diocesi hanno un ruolo prioritario perché più liberi e meno legati a problemi di gestione”.

Luisella Meozzi

Pubblicato venerdì 16 luglio 2010 alle 00:00

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