Grandine: molte aziende chiuderanno

L’amarezza degli agricoltori: “Speravamo nella ripresa, invece il raccolto è compromesso”. Previsto lavoro in calo anche nell’indotto

Tante famiglie, quest’anno, non avranno reddito. E’ la triste realtà delle imprese agricole del Cesenate colpite dalla grandine di giovedì scorso.

L’evento ha toccato in modo molto sensibile tutta la fascia collinare e anche l’area verso il mare. Chi aveva sottoscritto una polizza assicurativa avrà un minimo di reddito, mentre per gli altri la situazione è più difficile, dato che anche nel 2009, a causa dei prezzi bassi, il reddito in campagna era stato ben al di sotto delle aspettative.

“Vista la situazione generale, non posso lamentarmi – spiega Antonio Benzi di Bulgarnò, titolare di un’azienda agricola e commerciante di frutta – in quanto la grandine non è stata così devastante come in altre zone. Però la produzione è stata tutta ’segnata’ ed è destinata a quotazioni molto basse”.

Non solo grandine: la pioggia di domenica e lunedì, davvero fuori luogo in questa stagione in maniera così intensa e prolungata, è stata la mazzata finale. Lo sostiene Paolo Paganelli, medico con la passione dell’agricoltura e molto vicino, anche come consigliere in Comune a Montiano, ai problemi dei coltivatori: “La pioggia non ha fatto altro che aumentare i marciumi e deprezzare quel poco di buono che si poteva ancora salvare. Sono convinto che dopo questi eventi tante aziende, soprattutto quelle condotte da gente avanti con gli anni, chiuderanno. Speravamo tutti nel 2010 come in un anno di ripresa dopo il disastro dei prezzi del 2009. Invece, per molti, non è così”.

I guai non sono solo dei produttori, ma anche per l’indotto. Meno frutta in magazzino significa meno ore di lavoro per gli operai. Lo dice anche Giuseppe Maldini, presidente di Orogel Fresco, cooperativa di Budrio di Longiano che conta tanti soci nelle colline del Rubicone, l’area più colpita dalla grandine.

“Di certo un 25 per cento di produzione è stato perso immediatamente, e un’altra quota significativa dovrà essere eliminata al momento della raccolta a causa delle muffe che si sono sviluppate per la pioggia. Ma il problema non è solo romagnolo: i soci che abbiamo in Veneto ci avevano già segnalato la perdita del 70 per cento del prossimo raccolto del kiwi a causa di problemi in fioritura, mentre a Ferrara alcune varietà di pere sono in calo del 50 per cento. Ciò si aggiunge alla diminuzione del 30 per cento della produzione di fragole. Insomma, sarà un’annata caratterizzata da quantità di prodotto limitate”.

Un altro agricoltore del Cesenate, Davide Modigliani, nei suoi due poderi è stato toccato duro dalla grandine con quattro eventi nel podere di Ruffio: “Il problema è dato anche dalla scarsa qualità delle produzioni, causata dalla pioggia delle ultime settimane. I consumi di frutta sono i netto calo per via delle basse temperature: si sa, il freddo non invita a mangiare pesche o albicocche o una fetta di anguria”.

Modigliani ha notato la scarsa propensione ai consumi grazie ai suoi canali commerciali che sono principalmente l’Iper di Savignano e i mercati generali del Veneto.

Sconsolato anche Daniele Lisi di Montiano: “Ero in azienda giovedì 17 giugno. Ho visto il cielo nero e in lontananza un rumore strano. Non era il solito ticchettio della pioggia. Poi ho capito: quel suono cupo era grandine. addirittura ha segnato anche i fichi, una cosa che non avevo mai visto in tanti anni. Il reddito, purtroppo, è sfumato”.

Cristiano Riciputi

Pubblicato venerdì 25 giugno 2010 alle 00:01

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