Grandine, agricoltura in ginocchio
Giovedì 17 giugno una violenta grandinata ha colpito un vastissimo territorio del Cesenate. Per la frutta, gli ortaggi e l’uva il danno va dal 50 al 100 per cento. Sono 1500 le aziende agricole che hanno sottoscritto l’assicurazione
Il cielo si fa nero e l’aria pare fermarsi. In campagna la gente trattiene il fiato sperando che non succeda quello che poi è successo. Sono stati minuti di paura e rassegnazione quelli vissuti nel pomeriggio di giovedì 17 giugno nel Cesenate.
La zona collinare, dalla Valle del Savio fino al Riminese, e poi quella più vicina al mare sono state colpite da una rovinosa grandinata. E’ stata risparmiata solo una stretta fascia che comprende, fra le altre, le località di Martorano, Ronta, San Giorgio.
I danni sono ingenti: frutta resa invendibile dai chicchi grossi come olive, ortaggi triturati, raccolto dell’uva gravemente compromesso. Molte automobili sono state danneggiate con ammaccature sulla carrozzeria. Non è la prima volta che nel territorio si verificano gravi grandinate: ad esempio, nel luglio del 2004 nella bassa cesenate ve ne fu una anche più grave, con alberi scortecciati dal ghiaccio. Ma in questo caso si è trattato di un evento molto più ampio, con migliaia di ettari colpiti, preceduto domenica 13 da un evento simile per intensità nelle zone di Ponte Pietra, Bagnarola, Ruffio.
Per gli agricoltori delle zone colpite si tratta di una mazzata terribile, come conferma Marco Macchini, presidente del Codipra di Forlì- Cesena e Rimini, il Consorzio che si occupa dell’organizzazione e della gestione delle assicurazioni contro i danni da maltempo.
“Le aziende assicurate – esordisce il presidente – pur non potendo contare su un reddito pieno, almeno percepiranno un indennizzo adeguato. Negli ultimi anni la difesa passiva delle colture sta prendendo sempre più piede e, in casi come questo, sono un’ancora di salvezza”.
Per difesa passiva si intende, appunto, la sottoscrizione di un’assicurazione: la produzione viene comunque danneggiata, ma la polizza permette di ricevere un rimborso. Per contro, un esempio di difesa attiva è dato dalle reti antigrandine che permettono di salvare il raccolto.
1500 contratti
“Nel 2010 sono state circa 1500 le aziende – gli fa eco Walter Uguccioni, segretario Codipra – che hanno sottoscritto una polizza a Forlì- Cesena e Rimini, delle quali quasi l’80 per cento nel nostro territorio. Il valore assicurato ammonta a 40 milioni di euro, contro i 32 del 2009, e questo nonostante il valore medio del prezzo della frutta sia calato”.
Il calcolo del costo di una polizza non è semplice. L’agricoltore non paga per intero la polizza, ma una quota che va dal 20 al 50 per cento a seconda della tipologia. I colleghi di Spagna e Francia, mediamente, pagano percentuali inferiori in quanto lo Stato interviene con cifre più alte.
Macchini spiega come si calcola la polizza: “Se un agricoltore vuole assicurare un ettaro di nettarine, in realtà va ad assicurarne il valore presunto sulla base delle quotazioni di mercato indicate dallo Stato e calcolate sulla media degli ultimi 3 anni. Ad esempio, se per una nettarina che si raccoglie a metà luglio, le tabelle indicano un valore di 60 centesimi il chilogrammo, e la varietà produce in media 250 quintali l’ettaro, il valore che si può assicurare sarò pari a 15mila euro. In media, la polizza costa dai 1000 ai 1500 euro: il 65 per cento è pagato dall’Unione europea, la restante parte spetta all’agricoltore. Potrebbe esserci, a vantaggio del frutticoltore, un’ulteriore sconto del 15 per cento se ci sarà il finanziamento del fondo di solidarietà nazionale”.
In questi giorni sono almeno 15 le squadre dei periti antigrandine, coordinati dalle varie compagnie di assicurazione, che stanno stimando i danni nelle varie aziende.
Multirischio
E polizze possono essere fatte su misura, riferite solo alla grandine oppure comprendenti più rischi, come brinate, gelate tardive, siccità o eccesso di pioggia. Quest’anno non vi sono state gelate o brinate, così come la siccità pare un rischio remoto, mentre grossi danni sta causando la pioggia che provoca marciumi nei frutti.
Di solito i danni vengono liquidati fra Natale e Capodanno ma, data la particolare circostanza, il Codipra si è mosso con le Compagnie affinché agli agricoltori i soldi arrivino entro i primi di novembre.
Cristiano Riciputi