Una politica per la gente

di Francesco Zanotti

La politica come servizio. In vista della scadenza elettorale per le regionali di domenica 28 e lunedì 29 marzo torna in maniera prepotente questa affermazione. Più che un’affermazione sembra si tratti solo di un’illusione.

Un’illusione che genera quella speranza ultima a morire, perché il cittadino che si reca alle urne nutre senz’altro un atteggiamento positivo verso il futuro, nonostante la realtà faccia apparire ben altro.

Se ne stanno vedendo delle belle: dalla esclusione delle liste nel Lazio alle manifestazioni di piazza, per la legalità da una parte (sinistra), per la democrazia dall’altra (destra). Un botta e risposta populista che non credo porti molto lontano questo Paese sempre più smarrito.

Le regole, se ci sono, vanno rispettate,come d’altro canto il buon senso avrebbe suggerito l’ammissione delle liste escluse per assicurare una consultazione democratica in senso pieno. Invece, le continue e reciproche scomuniche non conducono da nessuna parte e fanno solo crescere il clima di tensione generale.

Allora dove sta la politica vista come servizio? Dalla periferia si ha l’impressione che in certi ambienti si viva come in una sorta di tritacarne cui è difficile sottrarsi. Anzi, sembra proprio che anche le migliori intenzioni finiscano sotto le lame di un sistema che non risparmia nessuno. Un modus operandi che pare metta al primo posto non l’interesse generale, se non vogliamo chiamarlo ’bene comune’, ma unicamente quello di chi è contiguo o affine.

Sembra che prima di tutto conti l’appartenenza sopra ogni altra valutazione, con i cittadini che restano del tutto tagliati fuori dai centri decisionali. Ne stiamo vivendo un esempio concreto proprio in queste settimane anche nel nostro territorio, con la ormai notissima vicenda cesenate ’cimitero-centro commerciale- suore clarisse’ assurta alle cronache nazionali. E’ stato sufficiente dare voce alle suore di clausura: subito si è capito che c’era un movimento bisognoso di trovare un ambito in cui manifestarsi. Non mi riferisco solo alla raccolta di firme (che prosegue fino a domenica prossima), sopraggiunta dopo la prima promossa da alcuni residenti di Ponte Abbadesse, ma anche a tutti i commenti, su Internet, cartacei o via telefono che in questi giorni si stanno moltiplicando in una maniera del tutto inattesa. Per noi è stato importante dare voce a chi non ce l’ha, consapevoli che ciò rientra nel dna del settimanale diocesano. Anzi, azzarderei, non poteva capitarci occasione migliore per rispondere alla nostra vocazione.

Non sta qui, comunque, il nocciolo della questione. Quello che ci interessa è il bene di questa comunità, di questa nostra città, dei paesi e, soprattutto, della gente che qui vive, opera, soffre, progredisce e gioisce, a cominciare proprio dai più deboli e dai più indifesi.

Pubblicato mercoledì 17 marzo 2010 alle 17:30

2 risposte a “Una politica per la gente”

Commenti

  1. arrigo 23 mar 2010 / 12:47

    caro direttore,
    quello che voglio postare non c’entra niente con quello che scrivi, che, posso dire, condivido… però mi devo togliere un.. sasso dalla scarpa: l’intervento del Generale di Corpo d’Armata in pensione (… euro di pensione al mese?) è smaccatamente fuori luogo: con la “scusa” della giusta crociata contro l’aborto, in effetti è un enorme REGALO al candidato della destra contro la Bonino candidata del centrosinistra nel Lazio.. questa è pura (…)

  2. francesco zanotti 26 mar 2010 / 14:22

    Credo che quello che abbiamo scritto questa settimana, a partire dall’editoriale che, caro Arrigo, trovi anche qui nella home page, risponda in pieno alle tue richieste e alle tue affermazioni che ho anche tagliato perchè mi sono sembrate, come dire?, abbastanza (!) starate.
    Cordialità.
    Francesco Zanotti
    direttore

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