Scuola: ci saranno meno ore, con più qualità

A colloquio con i presidi dell’Iti e del Liceo Scientifico di Cesena. Dea Campana: “Il Righi avrà una decisa caratterizzazione degli indirizzi”. Lavinia Zoffoli: “L’istituto tecnico industriale ha un forte legame con la città”

ITIS

“Innovazione e legame con il territorio cesenate. Queste le parole chiave che descrivono la storia e il presente dell’Istituto tecnico Industriale Blaise Pascal e che, nelle intenzioni del dirigente scolastico Lavinia Zoffoli, ne caratterizzeranno anche il futuro post riforma.

“La competenza, l’attenzione costante alle novità tecnologiche e l’innesto nella nostra società di Cesena sono i nostri punti forti, già concreti e operativi”, evidenzia la preside. “Il Museo dell’elettronica e dell’informatica, nato per festeggiare i 50 anni di storia dell’Iti, è un esempio di valorizzazione della memoria dell’evoluzione scientifica e tecnica del nostro istituto, collocato in una sede storica prestigiosa che diventa ’contenitore di umanità’”, spiega Zoffoli.

Il professor Marco Ruscelli, vice-preside, aggiunge: “Gli stretti rapporti dell’Iti con la città di Cesena sono ben dimostrati dalla filiera formativa con l’università, specialmente Scienze e tecnologie informatiche e Ingegneria informatica, e dal collegamento orizzontale con le imprese del territorio”.

La scuola propone agli studenti stage estivi e alternanze scuola-lavoro in corso d’anno in collaborazione con circa 100 aziende, fra cui Trevi e Technogym. “Da due anni abbiamo inserito una figura con funzione strumentale – continua la dirigente -: una persona costantemente attenta alle innovazioni tecnologiche in atto nella società che opera per tenere la scuola sempre al passo”.

“La differenza fra oggi e domani nelle scuole – continua Ruscelli – è data dall’interpretare, e non solo applicare, ciò che viene indicato dall’alto”.

La riforma non spaventa troppo, dunque. Non vi saranno grossi sconvolgimenti: gli indirizzi rimarranno gli stessi: “Elettronica ed elettrotecnica” e “Informatica e telecomunicazioni”, con biforcazione dal Triennio. La differenza dai corsi preesistenti è che telecomunicazioni è spostata all’interno del percorso di informatica. Vi sarà un’ora di inglese in più in 5ª, in modo da avere tre ore di lingua a settimana durante tutto il corso di studi. Laboratorio di officina nel Biennio perderà invece due ore.

“L’Iti è attrezzato e si sta preparando alla riforma. Gli svantaggi creati da qualche ora in meno saranno appena percepibili: già da due anni gli studenti entrano alle 8 ed escono alle 13,40, facendo quattro ore da 60 minuti e due da 50 al giorno”, spiegano. Passando alle 32 ore da 60 questo si traduce in una differenza di due ore.

“Sul piano occupazionale le conseguenze della riforma costituiscono un dato sindacale; su quello educativo aumentano le quote di flessibilità che una scuola può utilizzare per ’personalizzare’ i percorsi. Per l’alternanza scuola-lavoro dal 1999 questa flessibilità, vigente fino a oggi, riguarda il 15 per cento delle ore”, chiarisce Ruscelli. “Dall’anno prossimo aumenterà al 20 per cento e anche oltre; ciò per noi è molto interessante”.

Più inglese, più scienze, più laboratori (la scuola ne ha 14), più stage: questi i nodi su cui puntare. E innovazione costante, di cui ultimo esempio è il progetto Asus: a ogni insegnante del Triennio è fornito un netbook che andrà a sostituire il registro di classe e quello personale, permettendo una più efficace gestione del programma scolastico e delle assenze.

Claudia Coppari

LICEO SCIENTIFICO

“Una chiara e forte caratterizzazione degli indirizzi: lo Scientifico eredita l’esperienza del Pni, con lo studio della fisica dal Biennio; le Scienze applicate quella del Tecnologico (il liceo senza latino), dove sono potenziate le materie laboratoriali; il Linguistico avrà tre lingue sin dalla prima”.

Questa, in sintesi, l’offerta formativa del Liceo Scientifico di Cesena nelle parole di Dea Campana, dirigente scolastico. Accanto a questi tre percorsi, la scuola offre la continuità del bilinguismo all’interno delle opzioni “Scientifico” e “Scienze applicate”, subordinando però la creazione delle classi al numero delle iscrizioni.

“Molte famiglie chiedono di proseguire la strada intrapresa dalle medie e noi siamo del tutto favorevoli a introdurre la seconda lingua – continua Campana – ma aspettiamo informazioni, per garantire un percorso non di un anno”.

L’inserimento, possibile grazie alle quote di flessibilità introdotte dalla Riforma, dovrebbe comportare un’offerta di due ore settimanali di seconda lingua, sottraendone una dall’area umanistica e una da quella scientifica per rimanere entro le 27 ore settimanali del Biennio e le 30 del Triennio previste dal Ministero. Come per il Monti, al Linguistico (da cui nel 2009 è uscita anche la vincitrice delle prove nazionali di ammissione alle Facoltà scientifiche, Anna Giunchi) scompare il latino dal Triennio.

“Per il resto rimane un corso consolidato con un’offerta di quattro lingue e diversi insegnanti madrelingua, studiato dalla scuola nel 1980-81 e approvato dal Ministero nel 1982-83″, spiega il professor Marino Mengozzi, vicepreside.

“L’anno prossimo potrebbero esserci variazioni: là dove una scuola sarà fortemente caratterizzata in un senso, questo potrebbe influire sugli altri indirizzi. Di un riordino – è vero che non è una Riforma in senso forte e nobile – si sentiva l’esigenza, rispetto alla precedente congerie spaventosa di indirizzi”, conclude Mengozzi.

“Il disagio è il rincorrersi: l’utenza per sapere e noi scuole per avere maggiori elementi. Ancora i regolamenti non sono apparsi sulla Gazzetta ufficiale! Ma per la razionalizzazione e l’autonomia non si può che dare un giudizio positivo”.

Cc

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