Lucchi: “Suggellato il genuino vincolo di stima e di affetto”

Cittadinanza onoraria a Lanfranchi. Il riconoscimento della città di Cesena nelle parole della presidente del Consiglio comunale e del sindaco

Ha aperto i lavori della seduta straordinaria del Consiglio comunale di Cesena, svoltasi martedì scorso a palazzo Albornoz, la presidente Rita Ricci. Nel corso di una sobria cerimonia è stata consegnata la cittadinanza onoraria di Cesena al vescovo Antonio Lanfranchi.

“Eccellenza, pare un segno del destino, di un bianco destino – ha notato in avvio di lavori la presidente in riferimento all’ennesima nevicata di questo lunghissimo inverno – anche oggi ci accompagna la neve così come l’annuncio del suo nuovo incarico è arrivato in una città imbiancata il 27 gennaio città imbiancata proprio come lo era sei anni fa, il 25 gennaio 2004, quando la comunità cesenate si raccolse in Piazza del Popolo per darle il benvenuto”.

“Monsignor Antonio Lanfranchi – ha proseguito la Ricci – è stato vescovo della Diocesi di Cesena-Sarsina dal 2004. È stato un periodo breve, contrassegnato da tanta disponibilità, calore umano e profonda accoglienza ai giovani, ai poveri, agli ultimi a chiunque a lui si sia rivolto, mantenendo al di là del ruolo i tratti di una persona semplice con cui è estremamente facile confrontarsi e parlare”.

La presidente ha poi letto la motivazione in base alla quale Consiglio comunale ha deliberato all’unanimità la cittadinanza onoraria al vescovo Antonio.

“Caro monsignor Lanfranchi – ha esordito il sindaco Paolo Lucchi nel suo intervento che pubblichiamo per stralci – con la cerimonia di oggi suggelliamo il genuino vincolo di stima e di affetto che lega e legherà per sempre Cesena a Lei. Un vincolo sinceramente condiviso da questo Consiglio comunale, dai capigruppo di tutte le forze politiche qui rappresentate che, di fronte alla mia proposta di conferirLe la cittadinanza onoraria, hanno dato la loro adesione senza il minimo indugio. Di fatto, nominandoLa nostro concittadino onorario, rendiamo ufficiale qualcosa che, in realtà, sapevamo già da tempo. E cioè, che Lei, monsignor Lanfranchi, è uno di noi. Lo ha dimostrato continuamente in questi sei anni di apostolato alla guida della Diocesi di Cesena-Sarsina. Anni in cui ha condiviso con sollecita partecipazione le vicende cesenati, ponendosi costantemente a fianco dei cittadini, ascoltandone le istanze, dimostrando disponibilità, senza preclusioni, a un dialogo sincero e aperto con la comunità tutta e con le istituzioni che la governano, non tirandosi mai indietro davanti all’incontro e al confronto, ma anzi moltiplicandone le occasioni, come ad esempio nel caso dei “Dialoghi per la città”, da Lei promossi e delle “Settimane Sociali”, proposte nell’autunno di ogni anno”.

“Vescovo fra la gente e per la gente – ha proseguito il sindaco -, sempre attento a promuoverne lo sviluppo e il bene, ha dedicato uno speciale impegno verso gli ultimi, i più deboli, i più bisognosi. Ed è su questo versante, in particolare, che si è sviluppato un prezioso rapporto di collaborazione con l’Amministrazione comunale di Cesena, volto a favorire la promozione umana e l’integrazione delle differenze, con interventi concreti e puntuali. In tante occasioni Comune e Chiesa diocesana si sono ritrovati fianco a fianco, animati da un medesimo e genuino spirito di servizio nei confronti della comunità. E tante importanti esperienze sono scaturite da questa unanimità di intenti. Un impegno comune che è stato recentemente rinsaldato dalla necessità di far fronte alla crisi economica che ha colpito anche il nostro territorio, accentuando le situazioni di difficoltà e facendo emergere nuove forme di disagio, legate alla perdita del lavoro, alla riduzione del reddito, alla precarietà diffusa. Eppure, anche di fronte ad un quadro così preoccupante, forse noi cesenati possiamo dirci più fortunati di quanto non accada altrove perché, nonostante tutto, Cesena non ha mai perso di vista la solidarietà e l’attenzione verso chi rimane indietro, con un impegno che, nel suo caso, si è tradotto in scelte coraggiose e concrete, come quella di dar vita a un “Fondo di Solidarietà” di supporto alle famiglie in difficoltà per colpa della crisi economica”.

“Mi piace ricordare – ha detto il sindaco Lucchi in conclusione – quello che Lei disse quando fece il suo ingresso a Cesena: “Appartenere alla città vuol dire possedere il senso di un destino comune, in cui si collegano i destini individuali””.

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