Immigrati, c’è poca informazione
Troppo spesso vengono etichettati come clandestini o irregolari
VALLE SAVIO - Nella mattinata di sabato 27 febbraio si è svolto a Mercato Saraceno un convegno dal titolo “Immigrazione: la strade del futuro; analisi, esperienze e proposte”.
Presso la sala consiliare della sede municipale, nella quale è allestita (fino al 13 marzo) una mostra delle opere del pittore Gino Balena, dal titolo Madre nera, hanno preso la parola numerosi relatori. Ha aperto il convegno il vicesindaco Francesca Fabbri che, con l’ufficiale dell’anagrafe, Anna Abbondanza, ha fornito un quadro generale della situazione mercatese. È intervenuto di seguito Guglielmo Russo, vice presidente della provincia di Forlì-Cesena ed assessore al Welfare e allo Sviluppo economico, che per l’occasione ha presentato il Report provinciale sul fenomeno migratorio, pubblicato nel novembre 2009. Subito dopo il testimone è passato a Gino Della Vittoria, vice direttore della Caritas diocesana, che ha dato voce al dossier statistico sull’immigrazione 2009 di Caritas/migrantes e ha presentato quella che è la pluriennale esperienza di servizio che Caritas svolge per e con i migranti.
Ampio spazio è stato dedicato poi alle testimonianze: Cecilia Valdesalici, operatrice del Centro stranieri di Mercato Saraceno e promotrice del corso di italiano attivo nel comune di Mercato dal 2008; Anna Tozzi, che, in quanto responsabile, ha brevemente raccontato l’attività del Centro Caritas (espressione delle parrocchie del Mercatese). Insieme ad Anna ha dato la sua testimonianza Faouzia una donna marocchina, che ha riportato con semplicità le gioie e le difficoltà che lei e la sua famiglia incontrano nel nostro paese. La parola è passata poi a Fadila Bakadour, donna algerina residente in Italia da molti anni e presidente dell’associazione Donne in cammino per la famiglia. Le conclusioni sono state affidate a Lia Giovanazzi Beltrami, assessore alla Solidarietà internazionale della provincia di Trento.
Un convegno ricco non solo per la quantità e qualità degli interventi, ma soprattutto per le informazioni e gli stimoli che i partecipanti hanno avuto modo di ricevere. Facendo un torto all’ampiezza e alla complessità delle tematiche emerse, riportiamo alcune provocazioni importanti. I relatori hanno suggerito innanzi tutto una maggiore attenzione a ciò che si nasconde dietro le espressioni che utilizziamo quando dialoghiamo sull’immigrazione: “integrazione” rischia di essere sinonimo di “omologazione”; “extracomunitario” spesso richiama all’esclusione, in modo indistinto vengono usati i termini “clandestino” e “irregolare”. Insieme all’attenzione per le parole è bene “attenersi ai fatti”; spesso si parla di immigrazione in modo sommario, impreciso, banalizzante. Conoscere meglio i dati, che ad esempio Caritas e Provincia forniscono in abbondanza, come pure le problematiche e anche le diverse culture, è l’unica via per poter dialogare con consapevolezza, serietà ed equilibrio su un fenomeno così complesso.
L’Assessore Giovanazzi Beltrami ci ha infine invitati a camminare con coraggio verso la costruzione di una convivenza armonica, in cui le identità differenti, da valorizzare e conoscere, non sono ostacoli ma doni reciproci. Nel suo intervento ha richiamato un’icona, cara a molti, che può rappresentare un modello su cui costruire le relazioni sociali, l’incontro dei magi, venuti da lontano, con Gesù. Il dono nella diversità della propria diversità è ciò che oggi abbiamo da accogliere e da offrire. Facciamoci diffusori di questo sguardo di speranza.
Ig