CENTRO COMMERCIALE? NO GRAZIE

“LASCIATECI IL SILENZIO”. Questo l’appello lanciato dalle suore clarisse contenuto in una lettera aperta, pubblicata dal Corriere Cesenate, scritta al Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi. Il cantiere, che si estende su un’area di 20 mila metri quadrati e nel quale sorgerà un centro commerciale, si trova fra il cimitero monumentale e il Monastero del Corpus Domini. La sua realizzazione è stata possibile “riducendo il vincolo cimiteriale” in un’area che godeva della definizione di “zona di interesse paesaggistico-ambientale”.

A seguito di questo appello è partita l’iniziativa di raccolta firme “CENTRO COMMERCIALE? NO GRAZIE”.

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***

Il testo della sottoscrizione sta circolando per la città in diversi fogli. Potete richiederne copia alla redazione del Corriere cesenate, in via del Seminario 85, dove i fogli firmati vanno riconsegnati.

SE INVECE VOLETE FIRMARE LA PETIZIONE IN FORMA ELETTRONICA
POTETE CLICCARE SU QUESTA PAGINA

(vi ricordiamo che è possibile firmare una sola volta:
o nei fogli cartacei, o in forma elettronica
)

Pubblicato lunedì 8 marzo 2010 alle 00:00

4 risposte a “CENTRO COMMERCIALE? NO GRAZIE”

Commenti

  1. Alessandra 12 mar 2010 / 14:40

    forse il Sindaco e tutta la giunta di Cesena non hanno dei cari che devono “riposare in pace”… immaginatevi nelle ricorrenze del 1 e del 2 novembre.. tra le aperture in deroga e le persone che vogliono rendere omaggio alla memoria…. siamo arrivati in un punto dove la gente deve cominciare a scegliere da chi vuole essere amministrata: se da un contabile o da un gruppo di persone sensibili e rispettose di tutti.

  2. Enzo Gabrieli 12 mar 2010 / 14:57

    C’è il sostegno dell’iniziativa da parte della redazione ParoladiVita, settimanale della diocesi di cosenza
    saluti
    don enzo

  3. Sara trevisani 13 mar 2010 / 22:17

    Semplicemente non credo ci voglia a Cesena un altro centro commerciale ..

  4. Sabrina Capelli 15 mar 2010 / 18:25

    Il Sindaco conosce il Dolore e merita rispetto, come meritano rispetto i nostri morti e i loro parenti che si trovano nel DOLORE e nella DISPERAZIONE.

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