Sei anni di lavori e di comunione
Il Consiglio pastorale diocesano ha saluto il vescovo Antonio. Tracciato un bilancio e poste le premesse per proseguire il cammino intrapreso
Il Consiglio pastorale diocesano si è riunito nel pomeriggio di domenica 28 febbraio in seminario a Cesena per salutare il vescovo Antonio Lanfranchi e per impostare le linee di lavoro future.
Il saluto al vescovo è da cogliere in un’ottica di fede e rientra nel cammino di una Chiesa che viene prima di ciascuno e che va avanti.
Monsignor Lanfranchi ha portato con sé le sei lettere pastorali indirizzate alla diocesi di Cesena-Sarsina come simbolo di un viaggio nel segno dell’ascolto, del servizio e della crescita nella comunione e nella missione: rappresentano il cammino della nostra Chiesa che cerca di portare nel tempo e nella storia il progetto che il Signore ci affida.
Ripercorrere le tappe di questo viaggio ha dato la possibilità di ritrovare i principi che muovono e motivano lo stile di un Consiglio pastorale diocesano che dà una fisionomia particolare alla diocesi inserita nella Chiesa universale.
Le caratteristiche che hanno fondato i lavori di questi anni sono state: la scelta di grandi temi generatori, capaci di coinvolgere tutte le realtà ecclesiali nel rispetto delle loro specificità ; un programma inserito nel cammino ordinario della comunità cristiana come lievito; l’armonizzazione del programma con le proposte della Chiesa italiana; la formazione di un organismo capace di lavorare sotto il segno della rappresentatività e dell’efficienza.
Le grandi tappe che ci hanno coinvolti sono partite quindi dal tema della centralità di Cristo per portare alla sequela e alla testimonianza. Il passaggio successivo da Gesù Cristo alla Chiesa ha portato alla riflessione sul senso di appartenenza, sulla celebrazione per giungere nuovamente alla testimonianza con una riflessione più approfondita sul tema dell’educazione.
Per questo nella seconda parte dei lavori il Consiglio ha ascoltato con attenzione e si è lasciato provocare dai contributi di Federica De Cesari e di Ilaria Grafieti. Federica ha portato attraverso una video-intervista una sintesi sul testo “La sfida educativa†e ha rilanciato con forza l’emergenza di riscoprire la vocazione educativa da parte della Chiesa. Per la comunità cristiana questo è tempo per tornare a proporre il servizio educativo come vocazione e a investire sulla formazione di educatori. È tempo per contribuire a rilanciare l’idea di un progetto educativo che riproponga l’esigenza di una visione globale e integrale dell’educazione, poiché nella comunità cristiana i ragazzi hanno il diritto di incontrare educatori con una profondità , con un’umanità intensa con uno stile di gratuità evangelico.
Ilaria ha raccontato l’esperienza del convegno organizzato in dicembre a Roma dal Comitato per il Progetto culturale della Cei “Con Dio o senza Dio tutto cambiaâ€. In particolare ha avvertito l’apertura e la disponibilità della Chiesa a mettersi in dialogo con tutti sulla “Questione Dioâ€, avvertendo in questa apertura e umiltà tutta la fatica e la bellezza del dialogo. Dagli interventi è emersa una densa condivisione da parte dei membri del consiglio, condivisione che continuerà durante il prossimo appuntamento previsto per giugno. La seduta si è conclusa con un saluto affettuoso e partecipato al vescovo, per il tratto di strada compiuto insieme con passione viva e feconda.
Carmelina Labruzzo