Il valore del silenzio
Intervento dell’architetto Tommaso Cantori: “Nessun urbanista, ma nemmeno uno studente di architettura, avrebbe osato una tal proposta”
Il tema della nuova area commerciale di fronte al cimitero di Cesena, ha colpito anche chi, come l’architetto Tommaso Cantori di Cesena, si occupa da una vita dei temi legati all’edilizia e all’urbanistica.
“Le suore clarisse, come da voi riportato nel precedente numero – scrive Cantori in una lettera – hanno rivolto al sindaco di Cesena una dignitosa, ma ferma protesta avversa ai lavori che si stanno conducendo di fronte al Cimitero Urbano per far luogo ad un supermercato. Esse chiedono il silenzio. Occorre riflettere sulla portata di una tale richiesta per capire quanto ci stiamo allontanando da valori veri, adusi come ormai siamo a sole richieste materiali. Il silenzio non già come contrapposizione ad un disturbo ma come momento di intima riflessione e, nel loro caso, di preghiera. Vorrei, molto più prosaicamente, soffermarmi sugli aspetti urbanistici in quanto lo considero un caso paradigmatico, purtroppo non infrequente e che certamente si ripeterà”.
Secondo Cantori una tale opera, inserita in quel contesto inizialmente classificato di Rispetto Ambientale della Collina, non necessita di spiegazioni che sarebbero pleonastiche.
“Nessun urbanista – continua l’architetto – ma nemmeno uno studente di architettura, avrebbe osato una tal proposta. In effetti, non c’era nella stesura originale della Variante 2000: non sarebbe passata inosservata ai tanti aventi causa. Per non parlare del vincolo cimiteriale. La vecchia ed ancora attuale legge, è tipica dell’ingegneria igienico-sanitaria di un tempo che fissava in duecento metri la fascia di rispetto dei cimiteri. Fortunata disposizione che ha preservato spazi altrimenti depredati. Vero che sono ammesse deroghe, ma bisogna risalire alle motivazioni. Esse, infatti, erano previste per regolamentare situazioni pregresse o casi eccezionali, non già per favorire la nuova edificazione”.
Riguardo al progetto, la Variante 2000 è definitivamente approvata nel luglio del 2003 dopo una lunga gestazione. Cantori spiega che “Era quindi prevedibile che l’esame dei problemi, se non esaustivo, fosse stato sufficientemente approfondito. Attenzione però, con delibera 216 del 17/11/2003, cioè tre mesi dopo, occorre provvedere ad una variante e non da poco. Il testo è un piccolo capolavoro. Si sente la necessità ineluttabile di trasferire il centro commerciale della frazione di Ponte Abbadesse per ovviare agli scarsi e scomodi parcheggi. Il posizionamento di fronte al Cimitero Urbano è di grande vantaggio assicurando oltre ai parcheggi, verde e sicurezza (?). Si tratta di un prolungamento urbano del fondovalle del Cesuola e non si riscontrano altri spazi adeguati per far fronte alla molteplicità delle funzioni e per soprammercato si dichiara la soluzione “non altrimenti soddisfacibile”. Il piatto è servito. Nessun accenno al severo vincolo che si è volatilizzato; nessun accenno agli aspetti ed al rispetto ambientale”.
“Questi ultimi, se non i principali, sono certamente alla base degli assunti della Variante suddetta. Le relazioni e i testi di accompagnamento parlano sempre di tutela del territorio ed in particolare di quello rurale. Si vietano le case sui crinali, si proteggono fossi e viali padronali, si prescrivono siepi a favore delle api che ronzando assicurano l’impollinazione… Naturalmente fra i massimi gradi di protezione ci sono quelli dell’Ambito rurale della Collina di Valore Ambientale qui superati perché ’non altrimenti soddisfacibili… la necessità di dare respiro alla frazione”.
Con l’ironia che lo contraddistingue, Cantori conclude che può anticipare la risposta degli amministratori agli interrogativi che stanno sorgendo da più parti.
“Purtroppo è una previsione di Piano e come tale ineludibile. Assicurano che quando ci saranno i parcheggi il rumore diminuirà notevolmente perché qualche centinaio di macchine sono più silenziose che dieci ruspe. Il progetto è rispettoso dell’ambiente ed il verde costituirà un innegabile arricchimento. D’altro canto la necessità di dare un assetto definitivo alla frazione è e rimane prioritario. Se proprio volete il silenzio chiudete le finestre”.