“Faremo di tutto per accogliere le richieste”
Il sindaco Paolo Lucchi scrive alle suore Clarisse cappuccine in merito al Conad di Ponte Abbadesse. Conferma che non è più possibile tornare indietro, ma si cercherà di salvaguardare la vita contemplativa del monastero
Mercoledì mattina è giunta in redazione la risposta del sindaco di Cesena Paolo Lucchi alla lettera pubblicata su queste colonne la scorsa settimana. Di seguito pubblichiamo il testo che richiama una precedente missiva del predecessore di Lucchi, Giordano Conti, nella quale l’Amministrazione comunale già nel 2005 affermava che non si sarebbe potuto più fare nulla, assicurando, comunque che si trattava di “una struttura alimentare medio piccola”.
In città si è fatto particolarmente vivo l’interesse sull’intera vicenda, anche dopo la messa in onda di mercoledì scorso, da parte del Tg3 regionale, di un servizio curato dalla giornalista Celeste Acquafredda, cui è seguito un intervento del consigliere regionale Antonio Nervegna del quale daremo conto la prossima settimana.
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Egregia Madre,
mentre erano in corso gli approfondimenti necessari a fornire una doverosa risposta alla cortese Vostra del 15 febbraio, si è aggiunta un’altra del 22 u.s. Si coglie pertanto l’occasione per rispondere ad entrambe, anche se esse appaiono assai dissimili fra loro.
Mentre, infatti, nella prima si chiede di considerare, e possibilmente accogliere, tre Vostre precise esigenze tese a salvaguardare il clima di silenzio e raccoglimento necessari alla Vostra forma di vita e di preghiera, nella seconda viene richiesta la sospensione dei lavori e lo spostamento della struttura commerciale in costruzione in prossimità del Vostro monastero.
In particolare è proprio questa ultima richiesta che un po’ sorprende, visto che Voi stesse citate la risposta che l’ex sindaco Giordano Conti Vi fornì già nel dicembre del 2005 (che alleghiamo), spiegando le ragioni della irrevocabilità della scelta compiuta dal Consiglio Comunale nel 2002. È pertanto del tutto evidente che, allo stato attuale, appare francamente impossibile rivedere una previsione urbanistica risalente a otto anni fa e confermataVi cinque anni fa, peraltro con articolate motivazioni e dovizia di particolari.
Altra cosa è quanto ci viene rappresentato con la Vostra prima del 15 febbraio, seppur a cantiere ormai avviato. Anzitutto va considerato che le Vostre richieste riguardano l’utilizzo di locali ed aree che in parte saranno gestite privatamente e in parte in forma pubblica. Si rende pertanto necessario verificare se è possibile “rivedere” tali rapporti coi privati e anche valutare un utilizzo del parco che ossa contemperare la normale fruizione di spazi pubblici e la Vostra vita monastica contemplativa. Possiamo assicurare che tali approfondimenti sono in corso affinché alcune Vostre richieste, o parte di esse, possano essere accolte, e sarà nostra cura al più presto darvene conto.
Cordialmente.
Paolo Lucchi
sindaco