C’è silenzio e silenzio

di Francesco Zanotti

In città si stanno alzando i toni del dibattito. La scorsa settimana abbiamo dato voce alla richiesta delle suore clarisse cappuccine: “ lasciateci il silenzio”. Il fatto non è passato inosservato se è vero che si è mossa anche la sede Rai di Bologna che ha mandato in onda un servizio sul Tg3 delle 14 di mercoledì scorso.

Una risonanza che il caso merita di certo, ma che forse molti non si sarebbero aspettati. La storia è ormai nota a tutti. Il cantiere posto fra il cimitero e l’oasi di pace del monastero del Corpus Domini viene visitato in questi giorni anche da curiosi che desiderano verificare di persona cosa sta capitando nel nostro territorio. E’ vero che le autorizzazioni del caso sono state tutte ottenute da tempo, però è anche vero che resta lo sbalordimento per quanto si sta procurando a un angolo di Cesena che godeva nel Prg del 1985 della definizione di “zona di interesse paesaggistico-ambientale”.

Merita anche ricordare che nel caso specifico “è stato ridotto il vincolo cimiteriale al fine di consentire l’edificazione necessaria” e che lo stesso vincolo di duecento metri non viene richiesto dalla legge solo per motivi di rispetto, ma anche per ragioni igienico-sanitarie. Situazione ingarbugliata, senza dubbio, con le ruspe che procedono negli sbancamenti e i rumori che si propagano con facilità sia verso la vicinissima collina sia in direzione del camposanto.

Occorreva fornire una sistemazione adeguata alla precaria collocazione dell’attuale supermarket di Ponte Abbadesse. Ma forse, e diciamo forse, si sarebbe potuto agire anche in maniera diversa. Ora che si può fare? Non essendo tecnici della materia specifica, non sappiamo se ci siano margini per possibili manovre. Probabilmente qualcuno sta verificando il da farsi e non è escluso che si possano aprire spiragli al momento inattesi.

Anche la faccenda legata alla scuola del Sacro Cuore merita qualche riflessione. Martedì scorso si è appreso che la scala è stata dissequestrata dal Tribunale del Riesame. Bene, verrebbe da dire immediatamente. E bene è davvero. Ma al momento gli studenti non possono tornare nelle loro aule, come molti si sarebbero attesi. Ci sono i tempi tecnici da rispettare di altri permessi da richiedere, come è giusto che sia. Non desideriamo di certo entrare nelle questioni legate alle indagini della magistratura, lo abbiamo già scritto, ma domandiamoci, senza nasconderci dietro a un dito: cosa è cambiato nello stato della scala fra il 30 gennaio e il 2 marzo?

Come gradiremmo che qualcuno rispondesse alle dieci domande poste la scorsa settimana, al momento rimaste lettera morta, sulle quali sarebbe interessante ricevere qualche risposta. Invece il silenzio pare avere avvolto questa vicenda sulla quale si sono levate pochissime voci, anche solo per esprimere solidarietà alle famiglie che hanno vissuto a ritmi elevatissimi le tre settimane di doppi turni.

Pubblicato mercoledì 3 marzo 2010 alle 17:30

Una risposta a “C’è silenzio e silenzio”

Commenti

  1. loretta guarinoni 12 mar 2010 / 17:30

    Egregio Direttore,
    quando si tratta di interessi economici, molti dirigenti sono capaci di soffocare i buoni principi, gli interessi dei semplici e deboli e trovare spiegazioni “plausibili” con le quali convincere che le decisioni prese servono a migliorare la qualità della vita e il bene comune.
    Ciò è quanto sta accadendo anche per quell’oasi di pace che si sta profanando a Cesena.
    Con i miei familiari, in un momento di grande dolore, siamo stati accolti ed ospitati in questo luogo dove abita anche Nadia (mia figlia) – suor Maria Benedetta – che, con le care Consorelle, ci ha aiutati ad accettare la particolare situazione che stavamo vivendo.
    Ora sono proprio sconcertata per quanto si sta compiendo, si calpestano i diritti di chi non ha voce anche se queste Persone dedicano tutta la vita al servizio della comunità.
    Gli amministratori non dimostrano rispetto neppure per i loro cari defunti: forse “il seme gettato è finito tra gli sterpi” e non ha prodotto frutto.
    Confidando in un ripensamento e in una nuova valutazione del caso, voglia gradire i miei più cordiali saluti. Loretta Guarinoni

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