Una cerva come amica

La famiglia Cappelli l’ha salvata e ogni tanto si rifà viva. Almeno una volta a settimana l’animale torna nella casa di Sapigno

VALLE SAVIO - Raccontiamo qui la vicenda singolare e simpatica capitata alla famiglia Cappelli di Sapigno, località da poco passata in Romagna e facente parte della Diocesi di San Marino-Montefeltro, anche se per tanti secoli è stata legata a Sarsina.

Sapigno (in Comune di Sant’Agata Feltria) si trova nel monte più alto che sovrasta Sarsina, a sud, a brevissima distanza in linea d’aria. Nell’estate del 2007 il figlio più giovane, Leonardo, andando a passeggio a breve distanza da casa sua che è collocata in una posizione un po’ isolata dal resto dell’abitato, trova un piccolo cervo femmina, nato da poco, in fin di vita perché morsicato da alcuni cani e abbandonato dalla madre, non avendo quindi più possibilità di vivere.

Il ragazzo si avvicina facendo subito amicizia con la piccola e riesce a condurla verso casa, distante solo 100 metri. Chiama i genitori, i quali si accorgono che la nuova arrivata è in condizioni precarie, quasi morente. Pensano subito di allattarla con un biberon speciale e curarla.

In un primo tempo la piccola “Tina”, così la chiamano subito, inizia ad allontanarsi da casa qualche ora durante il giorno. Pian piano inizia la sua vita nel bosco, tornando però tutte le sere a far visita alla sua “nuova famiglia” che provvede ad alimentarla. Con l’andar del tempo acquista la sua autonomia, ritornando pienamente alla vita boschiva, riacquisendo tutte le caratteristiche che contraddistinguono questo tipo di animale.

Oggi, dopo quasi tre anni, Tina ha riacquistato totalmente la sua vita autonoma, tornando ogni tanto a far visita alla famiglia Cappelli, quasi con fare riconoscente verso chi le ha salvato la vita. Va il merito alla famiglia di aver riabituato pian piano l’animale, di natura selvatica, a non diventare “domestico”, rintroducendolo gradualmente alla vita che è propria della sua natura, senza aver bisogno dell’uomo per trovare il necessario per vivere. In altri casi si è verificato che gli animali, salvati nello stesso modo e accuditi, non si spostavano più da casa, perdendo totalmente la loro autonomia.

Ora le visite di “Tina” si riducono ad una volta alla settimana circa, ma questa accorre, se nelle vicinanze, solo ai richiami del suo primo amico Leonardo che mantiene, forse, il posto privilegiato di “mamma”. Ora Tina è diventata grande, è alta 1,60 metri e pesa 130 kg ed è una cerva di bell’aspetto e di grande eleganza.

Daniele Bosi

Pubblicato venerdì 26 febbraio 2010 alle 00:02

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