L’animazione in chiesa con passione e dedizione
Nella parrocchia di Gambettola da cinque anni esiste un gruppo che si occupa costantemente dell’animazione liturgica durante la messa delle 10. Il gruppo è nato da una circostanza occasionale, ma ora è cresciuto, si è sviluppato, ha cambiato forma e, parlando con Rita Campidelli e Chiara Del Vecchio, due delle persone responsabili, possiamo raccontare quel che è diventato.
Il gruppo “Note per Gesù”, composto da alcune animatrici della parrocchia, due chitarristi e un gruppo di bambini dalla seconda elementare in poi, si incontrano ogni sabato per analizzare i gesti che si compiono durante la messa, per leggere il Vangelo, cercare di capire cosa vuole comunicare e scegliere di conseguenza i canti per la domenica.
“L’obiettivo non è solo il bel canto – affermano le responsabili -. Con un percorso che prima di tutto è amicizia e condivisione, si cerca di comunicare ai bambini un amore per il servizio e una fedeltà all’impegno. I bambini sono educati alla puntualità attraverso una serie di simboli che raccontano come è bello assaporare l’attesa di un incontro, quello con Gesù nella messa, al quale ci si deve presentare in orario. Il canto come servizio è la risposta che possiamo dare a ringraziamento di un carisma, un dono, che ci è stato fatto. I bambini sono chiamati a mettersi in gioco, a mantenere l’impegno preso, a vivere con gioia questo momento di profonda partecipazione alla liturgia”.
La motivazione che sta alla base del servizio del canto è riassunta nella celebre frase di Sant’Agostino: chi canta prega due volte.
“Quando le parole non bastano più – concludono – per esprimere i sentimenti di gioia, di amore, quando vogliamo partecipare con tutto il cuore, quando vogliamo che la nostra preghiera sia ardente come il fuoco, quando desideriamo che la nostra fede sia espressa al massimo delle nostre possibilità, allora cantiamo Dio, protagonista assoluto del nostro pregare. Questo è il messaggio che si vuole passare ai bambini, perché anche loro possano, con il canto, esprimere il loro crescente amore per Gesù”.
Chiara Pascucci