Cittadinanza italiana per Bridget
Storie da protagoniste/1 : Bridget Kamara
CESENA - Una storia a lieto fine, un futuro e un presente costruiti grazie alla tenacia e all’aiuto di tante persone. Così si possono riassumere gli ultimi 12 anni di Bridget Kamara, 33enne della Sierra Leone, scappata dal proprio paese nel 1999 a causa della guerra.
Due settimane fa ha ottenuto la cittadinanza italiana e questo ora le permette di tornare in Sierra Leone e incontrare la mamma e altri familiari che non vede da 11 anni.
Ma andiamo con ordine. “Tramite l’associazione di don Oreste Benzi, la Papa Giovanni XXIII – spiega la ragazza – nel 1999 sono riuscita a scappare in Italia. Da noi infuriava una sanguinosa guerra di cui tutti avete sentito parlare anche grazie alla presenza del vescovo cesenate Biguzzi. Ho conosciuto don Benzi tramite un altro missionario attivo nel mio Paese, padre Berton. Mi hanno aiutata e portata a Rimini. Da qui mi sono trasferita a Roma dove ho frequentato le scuole serali. In quel momento ho deciso che avrei voluto fare l’infermiera perché mi sembrava il lavoro che più di ogni altro mi desse la possibilità di dedicarmi agli altri, di alleviare le sofferenze delle persone”.
Poi padre Berton ha contattato Arturo Alberti di Avsi e grazie a lui Bridget si è trasferita a Bologna dove ha proseguito gli studi per diventare infermiera. Nel 2006 si è trasferita a Cesena dove ha svolto, presso l’ospedale Bufalini, il tirocinio e nell’aprile dello stesso anno ha conseguito la laurea triennale.
Attualmente lavora al reparto lungodegenza del Bufalini. “Mi trovo molto bene nel lavoro – aggiunge la ragazza – e anche i colleghi sono gentilissimi con me. Il reparto è impegnativo, ma io cerco di avere un sorriso per tutti. Cerco di avere il massimo della dedizione nelle cure alle persone, perché nella vita ho ricevuto tanto dagli altri ed ora voglio ricambiare”.
Poche settimane fa Bridget ha ricevuto la cittadinanza italiana e ha fatto giuramento in Comune a Cesena alla presenza dell’assessore Ivan Scarpellini. Un grosso aiuto per sbrigare la parte burocratica della faccenda è arrivato dalla senatrice Laura Bianconi.
“Senza la cittadinanza non potevo tornare a casa in quanto sarei rimasta trattenuta in Sierra Leone. Ora invece posso tornare e riabbracciare mia mamma che non vedo dal 1999. Ho già chiesto qualche settimana di ferie per poter andare in Africa”.
“La solidarietà è fatta di gesti concreti – aggiunge Arturo Alberti – e non di sole parole. Per la conclusione positiva della storia di Bridget c’è stato l’aiuto di tante persone. La solidarietà non può essere distaccata dalla realtà delle cose. L’esperienza cristiana è fatta di carità e condivisione”.
“Voglio ringraziare tante persone – conclude Bridget – che mi hanno permesso di realizzare il mio sogno. Dalla Papa Giovanni a padre Berton, da Arturo Alberti alla senatrice Bianconi, dagli amici di Villachiaviche a tutti i cesenati che mi stanno volendo bene”.
Cr