In merito alla vicenda del Sacro Cuore il buon senso rischia di finire sotto i tacchi

Carissimo direttore,
mi sto chiedendo da lunedì mattina, cioè da quando ai ragazzi delle medie e del liceo del Sacro Cuore è stato impedito di salire nelle loro aule, dove stia di casa il buon senso?

Provo a spiegarmi e anche a immaginare.

Stanno per iniziare le lezioni e si avvicina metà settembre. La scala di sicurezza? Senza quella scala non si può dare il via all’anno scolastico, si saranno detti quelli che curavano il cantiere per la costruzione e la ristrutturazione dell’intero complesso che è stato delle suore della Sacra Famiglia. Mettono su la scala in pochi giorni così anche la sicurezza è garantita: in caso di incendio o di terremoto, si può uscire usando la scala di ferro. Ci sono gli ok dei Vigili del fuoco e dell’Ausl. Tutto in regola, almeno sembra.

Poi forse qualcuno si accorge che quella scala nel progetto dell’intero fabbricato non era stata inserita. Per quella scala non è mai stata chiesta la concessione edilizia al Comune. Passano le settimane. I ragazzi e i prof vanno a scuola, intanto le carte bollate si sarebbero potute sistemare, almeno così penserei io. Invece accade l’imprevedibile. La scala finisce sotto sequestro da parte del Tribunale di Forlì perché nel tentativo, cerco ancora di immaginare, di sistemare le carte, forse si è debordato, aumentando le incongruenze e gli errori, che ci devono essere, ormai penso io. Allora che succede? Viene inibito l’utilizzo della scala, con tanto di nastro rosso e bianco (sovrabbondante in quel cantiere!). Se la scala non è più utilizzabile, l’intero fabbricato non è più agibile, quindi i ragazzi non possono più salire in aula e andare a scuola!

Mi spiego bene: i ragazzi non possono più andare a scuola, non a ballare il sabato sera. A scuola! Riassumo: la scala è stata issata, a norma a quanto pare, con tanto di benestare richiesti, per rendere agibili le aule del primo e secondo piano. Siccome non aveva le concessioni necessarie è stata sequestrata. Non essendo più utilizzabile sono diventate inagibili le aule per le quali la scala era stata montata. Alla fine è stata proprio la scala a fare uscire i ragazzi dalla scuola, con una contraddizione che ha dell’incredibile, in un ginepraio nel quale faccio fatica a orientarmi. A raccontarla a chi non conosce la storia penso ci sia solo da ridere.

Come sarebbe stato molto piĂą facile, applicando un elementarissimo buon senso, verificare lo stato effettivo della scala (cosa realizzabile in 24 ore, volendo) e sanare il sanabile sul versante amministrativo. Invece in questo Stato fatto di carte bollate il buon senso finisce sotto i tacchi e i nostri studenti in mezzo a una strada.

Cordialmente.

Lettera firmata
(un genitore)

Carissimo lettore, che vuole che le dica? Che sono d’accordo con lei? Mi pare fin troppo evidente. Sembra ormai chiaro a tutti che sono stati commessi degli errori, ma per arrivare a chiudere una scuola ce ne vuole.

A leggere il comunicato emesso dall’Amministrazione comunale di Cesena sabato scorso pare di assistere alla commedia dell’assurdo: “ la scala – costruita nell’estate scorsa – era in possesso di tutte le condizioni di sicurezza (antincendio, igienico sanitaria, strutturale), secondo quanto attestato dai pareri e dai sopralluoghi eseguiti da Vigili del Fuoco e Ausl e dal collaudo statico”.

Poi è specificato che “il sequestro ne rende impossibile l’utilizzo e in queste condizioni non sono piĂą garantite idonee vie di fuga, in caso di incendio, per le persone presenti ai piani superiori”. Tutto perchè “la scala antincendio – si legge ancora nella nota – è stata installata prima del rilascio del permesso di costruire, datato 16 settembre”. In ogni caso, comunque, scrive ancora l’Amministrazione comunale di Cesena, l’indagine sulla scala “ha dato esito positivo, confermando che il problema era determinato fondamentalmente da un vizio formale”.

Mi pare evidente che si tratti di un corto circuito pazzesco. E’ certo che la magistratura deve adempiere ai propri doveri, così proprio come lo stesso tocca a noi e ai nostri figli, fornendoci la possibilità di assolvere all’obbligo scolastico.

“Ai ragazzi, in gran parte nella fascia dell’obbligo, spetta il pieno diritto allo studio”, come ha scritto la Fondazione del Sacro Cuore in una delle diverse lettere inviate ai genitori.Se si hanno dubbi sulla stabilità della scala, mi domando se sia così complicato fare un collaudo della resistenza della stessa? Volere è potere.

A volte mi pare di vivere su un altro pianeta. Ma forse sto sognando. Speriamo bene.

CordialitĂ .

Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it

5 risposte a “In merito alla vicenda del Sacro Cuore il buon senso rischia di finire sotto i tacchi”

Commenti

  1. Alberto Busato 06 feb 2010 / 06:59

    Allora, c’è bisogno o non c’è bisogno della riforma della Giustizia, in Italia? Intendendo con ciò anche la FORMAZIONE dei Magistrati.
    Alberto Busato

  2. arrigo 10 feb 2010 / 16:52

    Sig Busato.. certo che c’è bisogno di riformare la giustizia in Italia… credi proprio che:
    1) il processo breve
    2) il legittimo impedimento dell’Unto
    3) il “nuovo” lodo Alfano..
    ecc. ..ecc… ecc..
    servano per riformare la giustizia in Italia?
    Non credi che siano invece SOLO mezzucci usati da qualcuno per sottrarsi alla giustizia?
    “Tutti gli animali sono uguali… ma i maiali sono piĂą uguali! (La fattoria degli animali)

  3. Alberto Busato 12 feb 2010 / 18:47

    Caro Arrigo,
    ti do ragione. Quelli che elenchi sono espedienti momentanei, piccole pezze su di un tessuto logoro, piccole stoppine. Quello che serve per riformare la Giustizia è ben altro (sarebbe, perchĂ© dubito che vi si acceda), è un totale rifacimento dell’impianto istituzionale. Che va dal sistema di reclutamento dei Giudici alla loro formazione, da un disegno specifico per ottenere la loro apoliticitĂ  alla loro effettiva dipendenza solo dalla Legge, dalla loro estraneitĂ  riguardo la formazione delle leggi, prerogativa assoluta del Parlamento, alla esatta definizione di “servitori dello Stato”. Questa attribuzione porta delle conseguenze. Nell’equilibrio dei poteri deve predominare il potere esecutivo che è posto a difesa della Nazione. Non è una novitĂ , ma è il sistema che c’è sempre stato prima dell’attuale ordinamento che come vediamo non funziona. Vanno riscritti i codici di procedura per ripristinare la Figura del Commissario che dirige le indagini, in modo che vi sia netta separazione tra “inquirenti” e “giudicanti” (i PM vanno aboliti). Avrai visto che col sistema attuale non si scoprono i delitti “veri” e si costruiscono quelli “falsi”. Ecc, ecc. ti ho dato solo un saggio, altrimenti dovrei scrivere un libro. Di tutto questo, si farĂ  ben poco perchĂ© non c’è solo da rifare l’impianto della Giustizia, ma anche quello dello Stato. L’attuale Costituzione non sta in piedi per uno Stato moderno e veramente democratico ove si formino alternanze accettabili e unite nei principi fondamentali. Il concetto di opposizione va completamente ridefinito affinchĂ© venga tenuto presente il bene della Nazione e non quello delle consorterie di partito e delle ideologie protese alla esclusiva conquista del potere. origine di ogni immoralitĂ . Un saluto
    Alberto

  4. arrigo 17 feb 2010 / 19:24

    sig. Busato
    mi piace constatare che ammetti che le attuali proposte della maggioranrza sono solo “espedienti” voluti da Lui per non presentarsi davanti ai giudici.
    Ricordati di S.Agostino (De Civitate Dei): “remota itaque justitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?”
    Sul resto dissento: non vorrei che tornasse il “Codice Rocco” di nostalgica memoria e poi LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA! Non è assolutamente obsoleta…. è attualisssima.
    Ovvio che dia fastidio a Colui che vuole fare quello che gli pare senza lacci e lacciuli (Parlamento, Magistratura, Corte Costituzionale, Quirinale, Corte dei Conti: tutti a congiurare contro di Lui….)
    [...]

  5. Alberto Busato 19 feb 2010 / 22:20

    Non confondiamo, Arrigo, ho detto che le attuali proposte sono espedienti e pezze su di un vestito logoro, non ho detto che è stata rimossa la Giustizia, perchĂ© quella è giĂ  rimossa di suo. La Costituzione non è quella di un paese moderno, ha fatto il suo tempo, ma da un bel pezzo. Tu non puoi sapere, perchĂ© sei troppo giovane. Ma io ho vissuto quel periodo dell’Assemblea Costituente anche se non ho partecipato alla elezione perchĂ© non ero maggiorenne. Però ricordo le discussioni e i compromessi, specie sull’Art.1 che non sta in piedi per logica. La Costituzione risente della sconfitta, ma ancora di piĂą del Regime dittatoriale precedente, e pone quindi pastoie per cautelarsi da ricadute, che oggi sono puri impedimenti di governabilitĂ  e nulla piĂą. Va rifatta anche la prima parte, mantenendo i principi, sotto l’aspetto della lingua italiana, e non perchĂ© sia obsoleta come lingua, ma burocratica nello spirito, cioè fredda. Quando si enunciano principi bisogna parlare al cuore, per risvegliare sentimenti di appartenenza. Non con stile tribunalizio. Però, questa riscrittura non avverrĂ  mai, perchĂ© questa esigenza di fondo la gente italica non la sente come la sentono i francesi o i polacchi, o gli americani. Però mi accontenterei che la sentissero i letterati, i cultori della lingua. Non importa che ci sia il patriottismo, ma almeno l’arte e lo stile. Comunque è la seconda parte della Costituzione che fa acqua da tutte le parti. Tutti concordano, tranne le Sinistre estreme. E questa è la prova che la Costituzione non funziona proprio!
    Ciao!
    Alberto

Lascia un commento

Attenzione, i commenti sono moderati.

I nuovi utenti devono aspettare l'approvazione del loro primo commento.

Se firmati con nome e cognome è possibile che i commenti inseriti vengano pubblicati anche nell'edizione cartacea del settimanale.

Archivio Documenti

Ultimi articoli

Ultimi interventi