Il malato, persona da rispettare
In Diocesi il momento culminante della giornata del malato sarà la messa in Duomo giovedì 11 febbraio. Don Renato Baldazzi, cappellano dell’ospedale: “In ottobre a Cesena-Sarsina si terrà il convegno regionale di pastorale della Sanità”.
La Giornata mondiale del malato, l’11 febbraio, è motivo di riflessione non solo per chi attraversa un momento di salute precario, ma soprattutto per chi, nel comune modo di esprimersi, ’sta bene’.
Quest’anno, il tema scelto dal Papa per la giornata, sul quale riflettere e cercare di renderlo operativo e pratico è “La Chiesa a servizio dell’amore per i sofferenti”.
In Diocesi di Cesena-Sarsina è compito dell’Ufficio di pastorale della sanità sensibilizzare sul tema della giornata e proporre iniziative che trasformino una bella serie di intenti in qualcosa di concreto.
“Ogni comunità cristiana è invitata – spiega don Renato Baldazzi, cappellano dell’ospedale e responsabile dell’Ufficio di pastorale della sanità – a particolare attenzione ai propri malati, ma non solo. Servono una sincera solidarietà e aiuto concreto agli operatori sanitari e ai volontari che entrano in contatto con il mondo della sofferenza portando una parola di conforto, un aiuto materiale, oppure l’assistenza spirituale con la Comunione. La salute e la malattia, volenti o nolenti, investono prima o poi ognuno di noi e anche la sofferenza, vissuta alla luce della Parola, è motivo di evangelizzazione”.
A livello diocesano la Giornata sarà incentrata su alcuni momenti: alle 15 ci sarà il ritrovo in cattedrale con la recita del rosario; alle 15,30 sarà celebrata, dal vescovo Antonio, la messa solenne. Il giorno precedente, il 10 febbraio, la cappellanìa dell’ospedale ha organizzato un altro momento che, già negli anni scorsi, è stato molto gradito: la visita in tutti i reparti (in ospedale e case di cura) da parte dei sacerdoti e dei volontari dell’Unitalsi. La visita si concluderà alle 17 con la messa celebrata nella cappella dell’ospedale.
“Il malato è una persona, non un peso – ribadisce don Baldazzi – e la Chiesa, tramite la comunità dei fedeli, vuole esprimere a chi si trova nella sofferenza vicinanza e solidarietà. Come sacerdote che presta servizio al Bufalini, insieme a don Eugenio Foschi, ogni giorno incontro i malati e i parenti. In tanti cercano una parola di conforto, un segno di vicinanza, e molti si accostano anche ai sacramenti”.
Don Baldazzi aggiunge che in progetto vi è il potenziamento della cappellanìa dell’ospedale dove, oltre ai sacerdoti, vi siano anche diaconi e ministri dell’eucaristia che possano dare una mano in questo prezioso servizio pastorale.
“Inoltre ci tengo ad annunciare – aggiunge il sacerdote che in ottobre terremo a Cesena il convegno regionale di pastorale della sanità proprio sul tema delle cappellanìe degli ospedali. Per l’organizzazione di questo momento, ma soprattutto per una più efficace opera quotidiana, penso che l’Ufficio di pastorale della sanità dovrebbe essere implementato coinvolgendo di più i volontari che si impegnano nel settore. Va ricordato, infatti, che compito del nostro ufficio è anche quello di coordinare le attività del Cvs, dell’Unitalsi e delle altre associazioni, come Scienza e Vita, Medicina e persona, Avo, che si occupano dei diritti dei malati, del rispetto dell’uomo e della vita in senso lato”.
In Diocesi, oltre a don Baldazzi e don Foschi che operano all’ospedale, senza dimenticare don Giancarlo Bertozzi che ha dovuto rinunciare solo per motivi di salute, altri sacerdoti visitano regolarmente i malati nelle case di cura e negli altri ospedali.
“Voglio ricordare alcuni che compiono questo servizio – conclude don Baldazzi – come don Gino Baldacci, don Egidio Neri per Cesena, i parroci a Mercato Saraceno e Cesenatico per le strutture sanitarie di quella città, i frati a Bagno di Romagna. Senza contare tutti quei sacerdoti che, di propria spontanea iniziativa, compiono frequenti visite a conforto degli ammalati delle proprie parrocchie ricoverati nelle strutture del territorio”.
Cristiano Riciputi