Senso civico
di Francesco ZanottiPolitica sempre in effervescenza. In vista della scadenza elettorale di marzo, con la quale si rinnoveranno tredici consigli regionali, i partiti sono intenti a tessere le alleanze e a preparare le candidature “giuste†per potere arrivare nel miglior modo possibile all’appuntamento con gli elettori.
Molti contorni restano da definire, anche se, occorre ammetterlo, tantissimi di questi ’giochi’ restano confinati nelle stanze delle segreterie dei movimenti politici che popolano la ribalta nazionale. Destra, Sinistra e Centro, tutti hanno problemi da risolvere, soprattutto riguardo alle diverse anime che albergano nelle varie coalizioni.
Le difficoltà di sopravvivenza del Pd sono note. All’Udc è arrivata una tirata d’orecchie anche dal quotidiano cattolico Avvenire che ha messo in evidenza, in un editoriale a pagina 2 di sabato 30 gennaio, il rischio del “prevalere dei ’giochi’ sulla fisionomia valorialeâ€. Anche nella maggioranza di governo non mancano i mal di pancia, compresi quelli suscitati da quei ministri (Frattini, Sacconi, Brunetta) che si sono recati in Tunisia per il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi.
La gente resta per lo più esclusa da questi giri di valzer. Anzi, assiste e si ’documenta’ in maniera molto distratta, come capita alle volte anche agli addetti ai lavori. La politica, purtroppo, sta perdendo il suo fascino e non è più vista come un’area in cui fare confluire il proprio vissuto e spendere le energie migliori.
Non la pensa così la Chiesa italiana. Dopo gli interventi del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, il segretario generale monsignor Mariano Crociata, a chiusura del Consiglio permanente, è tornato in argomento. È lui che ha lanciato “un appello alla responsabilità , a vivere con grande coscienza civica e credente questo momento importante di partecipazioneâ€, rispondendo a una domanda sulle prossime elezioni.
Oltre alla responsabilità è il bene del Paese quello che sta a cuore ai cattolici. Un bene più grande, difficile da definire in parole, ma da ricercare e realizzare con tutte le forze disponibili. Si nota, a malincuore, in mezzo alla gente un degrado generalizzato del senso civico, dell’idea di Paese come di una comunità in cui ognuno è chiamato a mettere e a portare del proprio. Si assiste quasi impassibili a un arroccamento che è sì della politica, ma anche di ciascuno di noi, di chi guarda il proprio tornaconto, in un atteggiamento di piccolo cabotaggio che non ci farà uscire facilmente da questi anni di crisi.
Una crisi che in questi primi mesi del nuovo anno si fa avvertire in maniera più decisa con una scarsità di lavoro che forse nessuno poteva immaginare. È il momento della ’riconciliazione degli animi’, come ha auspicato il cardinale Bagnasco, ’per un disarmo duraturo tra schieramenti e gruppi’ per il bene dell’intero Paese. In questo contesto non facile da interpretare, i credenti sono chiamati a giocare un ruolo da protagonisti, senza rinunce e senza accomodamenti su vita, famiglia, libertà di educazione e solidarietà .