Giornalisti alla ricerca della verità

Lunedì 25 gennaio il vescovo di Cesena-Sarsina ha incontrato gli operatori locali delle comunicazioni in occasione della festa di San Francesco di Sales, loro patrono

“Desidero ringraziarvi, e lo faccio sinceramente, per come seguite la vita della nostra Chiesa locale”. Con queste parole monsignor Antonio Lanfranchi ha aperto il tradizionale incontro svoltosi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Durante l’ora e mezza di dialogo, lunedì scorso in vescovado, con gli operatori della comunicazione sociale del territorio, il vescovo ha illustrato e consegnato il messaggio che papa Benedetto XVI ha scritto per la 44esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali che si celebrerà il 16 maggio prossimo.

In merito alle parole del Pontefice, monsignor Lanfranchi ha tenuto a precisare che i sacerdoti non devono avere paura dei mass media, visto anche che il messaggio papale si intitola “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”.

“La missione della Chiesa è per tutti – ha aggiunto il vescovo – non è ristretta ai credenti. Quindi tutte le potenzialità che la tecnica offre vanno sfruttate. Se a livello nazionale noto che la Chiesa fa sempre più notizia sul piano politico in senso ampio, nei media locali vedo che entra nella dimensione sociale con la sua attività fatta di oratori, associazioni, movimenti, parrocchie e feste patronali. In questo modo credo che si riesca a offrire un contributo alla costruzione di una società con una dimensione trascendente, aperta alla speranza”.

Come si coniuga, però, l’obiettivo di vendere qualche copia in più con il rispetto per le persone, che in ogni caso devono sempre essere tutelate?

“È facile trincerarsi dietro all’affermazione ’il pubblico vuole così’ – ha aggiunto il vescovo -. Questo non è sempre vero e spesso non si fanno neppure le verifiche opportune per confermarlo. Occorre essere consapevoli del proprio impegno e alimentare circoli virtuosi piuttosto che quelli viziosi. Esiste un contagio positivo che voi, col vostro lavoro, potete favorire. Occorre passare dall’eresia dell’efficienza ad ogni costo a un’etica della responsabilità”.

Il giornalista è colui che si lascia condurre dalla passione per l’uomo e la ricerca per la verità e di questa si rende, in un certo senso, veicolo e testimone.

“Per essere buoni comunicatori – ha aggiunto il vescovo Lanfranchi – occorre essere uomini buoni, che perseguono un fine buono. Dovete essere portatori di futuro, speranza, legami fra le persone, animati sempre da un’inquietudine interiore che vi stimola e vi muove nel vostro agire quotidiano”.

Per mettere in pagina le notizie in maniera rispettosa per tutti, “spetta a voi giornalisti coniugare i fatti e le sofferenze che riguardano la gente di questo territorio – ha concluso monsignor Lanfranchi – con i volti delle persone per poi tradurli in parole”.

Lascia un commento

Attenzione, i commenti sono moderati.

I nuovi utenti devono aspettare l'approvazione del loro primo commento.

Se firmati con nome e cognome è possibile che i commenti inseriti vengano pubblicati anche nell'edizione cartacea del settimanale.

Archivio Documenti

Ultimi articoli

Ultimi interventi