Giovani, Chiesa e nuove tecnologie

Domenica 13 dicembre al Carisport di Cesena si è tenuta l’annuale gara canora diocesana organizzata dall’Azione Cattolica. Per me è stata la prima partecipazione e come ogni “prima volta” mi sentivo spaesato ma anche molto incuriosito. Ho iniziato a guardarmi in giro: il palco, le luci, le sedie ben disposte, gli stand dei vari gruppi dell’azione cattolica, ma soprattutto tanti e tanti ragazzi.

Sono rimasto incantato e felice. Nella mia mente c’era solo un pensiero che, durante il pomeriggio, è diventato sempre più una certezza: allora ci siete!!!

Come mi capita poi spesso in questi casi, quando vedo e tocco con mano la gioia e l’entusiasmo che questi ragazzi e giovani sanno trasmettere, ammetto di aver provato anche una certa rabbia. Si proprio rabbia. Quell’immenso senso di disagio e dispiacere per una società che non sa valorizzare questi momenti e, più genericamente, pensa che i nostri ragazzi di oggi siano solo degli automi incapaci di provare emozioni.

Quella rabbia che mi nasce dal cuore quando sento usare per loro parole come “quelli di Facebook” o il “popolo del web” come se queste definizioni fossero quasi degli insulti, come se chi utilizza i social network ed internet per comunicare sia degno di disprezzo e da prendere come esempio negativo.

Dov’erano tutti gli inviati dei giornali e delle televisioni pronti a muoversi con telecamere, microfoni e registratori appena c’è un atto di bullismo o anche solo un fatto di cronaca a volte isolato che coinvolge singoli ragazzi spesso vittime di situazioni di disagio sociale e culturale? Dov’erano ieri tutti gli esperti di comunicazione che passano giornate intere su Facebook o mySpace o Youtube a cercare esempi alla loro teoria per cui tutti i giovani d’oggi non hanno ideali, non hanno sogni, non hanno cultura, non hanno gioia e, soprattutto, non hanno fede?

Questa mattina ho fatto una piccola ricerca su Facebook che voglio condividere con voi e che vi invito a replicare. Ho cercato le parole “Azione Cattolica” e ho scoperto che ci sono oltre 500 gruppi per un totale di migliaia e migliaia di iscritti. Lo stesso risultato lo si può ottenere inserendo come ricerca le lettere “ACR” o la parola “Parrocchia”. Sono entrato in molti di questi gruppi e leggendo i post (i messaggi) dei ragazzi ho trovato pensieri profondi, voglia di condividere esperienze, di trasmettere la proprio gioia con una frase, un pensiero, uno spunto per la riflessione. Su YouTube il risultato è ancora più strabiliante ed entusiasmante. Legati ad Azione Cattolica, ACR e Parrocchia si possono trovare oltre 25000 video! Per non parlare dei migliaia di video sulla spiritualità, o dedicati ai singoli eventi come le giornate della gioventù, gli incontri diocesani ed i ritiri. E tutto questo solo parlando di social network senza contare le centinaia di siti dedicati alla pastorale giovanile, ai gruppi di ogni diocesi e città d’Italia, alle associazioni cattoliche o alle singole parrocchie.

Se solo si avesse voglia di guardare senza pregiudizi e preconcetti tutto quello che ruota intorno a questo mondo “virtuale”, si scoprirebbero cose meravigliose ed impensabili. Opportunità di crescita, di approfondimento spirituale, di condivisione di esperienze profonde e vere.

Allora permettetemi di fare un invito a tutti. Invito voi genitori a non lasciarvi spaventare da questo mondo, da questo nuovo modo di comunicare a cui i nostri ragazzi si stanno sempre di più legando. Certo, ci sono sicuramente dei modi sbagliati di utilizzarlo e non mancheranno mai esempi negativi da mettere in prima pagina quando si vuole far sensazione. Ma in fin dei conti non possiamo dire lo stesso per tutto quello che ci circonda? Non viviamo in una società legata al consumismo, alla ricerca del piacere fine a se stesso? Una società che ai nostri ragazzi manda continuamente messaggi legati alla materialità, al sesso, messaggi che incoraggiano all’egoismo ed alla ricerca del solo successo personale a scapito della loro moralità e dei loro ideali? Aiutate invece i vostri ragazzi a sfruttare in modo giusto queste grandi opportunità che la comunicazione moderna offre. Insegnate loro ad essere critici, a saper leggere fra le righe, a non farsi influenzare dalla società ma a ragionare con la propria mente senza alcuna vergogna di affrontare la vita da giovani cristiani.

A voi ragazzi un invito rivolto con il cuore. Usate bene questa grande fortuna che avete, quella di poter avere dei mezzi cosi potenti ed allo stesso tempo semplici per poter esprimere il proprio pensiero. Ricordatevi che se avete tutto questo lo dovete anche e soprattutto ai vostri genitori che vi permettono di usare i computer ed i cellulari e vi fanno vivere in una società dove siete liberi di potervi esprimere. Non abbiate paura di condividere con loro il vostro mondo, fategli vedere che vi può aiutare a crescere e che può aiutare loro a capirvi ed esservi ancora di più vicini. Dipende solo da voi fare in modo che in futuro essere chiamati “quelli di Facebook” sia motivo di orgoglio e sentirsi definire il “popolo del web” sia un riconoscimento del vostro impegno a sostegno dei vostri ideali e della vostra fede.

Fabio Pacifico

Pubblicato venerdì 15 gennaio 2010 alle 00:00

Una risposta a “Giovani, Chiesa e nuove tecnologie”

Commenti

  1. Emanuele Rossi 19 gen 2010 / 23:03

    “Se solo si avesse voglia di guardare senza pregiudizi e preconcetti tutto quello che ruota intorno a questo mondo “virtuale”, si scoprirebbero cose meravigliose ed impensabili.”
    è una delle frasi che mi ha colpito di più. bellissimo articolo, complimenti Fabio!!

    Ema

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