Ristrutturazioni e restauri a San Martino in fiume

CESENA – Mi sono sempre chiesto perché, in una chiesetta a capanna, modesta come quella di San Martino in Fiume, che prende nome dalla vicinanza del Savio e titolo dal Santo che tagliò il suo mantello per coprirne il povero, si trovano affreschi del primo Cinquecento di grande valore artistico e storico.

Gli autori sono pittori di ex-voto che non entrano nella illustre storia dell’Arte, ma che guardano alla grande stagione della pittura ferrarese del secondo Quattrocento, con una maestria che ci stupisce e un’ispirazione religiosa che ci commuove.

Vale la pena di fare una visita alla chiesa parrocchiale, che ci accoglie, nel piazzale, con uno splendido gruppo in bronzo, quasi a grandezza naturale, di San Martino a cavallo e del povero, di Leonardo Lucchi; e, all’ingresso, con un elegantissimo portale in pietra d’Istria, perfettamente conservato, del 1505, con la scritta, in bei caratteri romani e umanistici, dell’”inventore” dell’edificio, don Paolo Poliziano: TI – DI – MAR – PAUL. POLICI – DEDIT.HOC OPUS ANNO SALUTIS MDV (titulo divi Martini Paulus Policianus dedicavit hoc opus anno salutis MDV: In onore di S. Martino titolare Paolo di Montepulciano fece la dedicazione di questa opera nell’anno della salute 1505). Don Paolo da Montepulciano (nome latinizzato in onore del Poliziano, suo conterraneo?), canonico colto, amico dei Malatesta, vissuto fino a cent’anni di vegeta vecchiaia, a lungo parroco di San Martino e Ronta, dedicò gli anni della pensione a restaurare la romanica chiesa di Ronta e a riprogettare e arricchire di belle figure l’antico oratorio di San Martino.

Ora parliamo dei dipinti e della drammatica vicenda che ne determinò il particolare carattere figurativo. Le immagini sono alla stessa altezza dal pavimento, più in alto di chi le guarda, inquadrate da finte architetture o cornici. Probabilmente in origine una fascia correva sulle pareti, partendo dai due lati della porta d’ingresso, fino al presbiterio, con le interruzioni imposte dalla struttura architettonica. Esattamente come accade a Gatteo, nella chiesetta di San Rocco (anche se oggi gli affreschi sono stati staccati): le figure sono degli stessi anni, i primi del 500.

Ma che significato hanno queste Madonne e Santi, non collocati secondo uno svolgimento narrativo, ma impaginate in successione? È una serie di ex-voto, per grazia ricevuta o richiesta, in successione di tempo e di spazio, secondo la richiesta di fedeli devoti. Sotto la Madonna del latte in fondo alla chiesa, sono rimaste le tracce di questa scritta:”Queste figure a fate fare / Andrea de Bexache / e soi parenti per sua / devotione die XII / noveb. MDVIII “(Andrea Bisacchi, ricco proprietario del posto, esprime gratitudine alla Vergine e ai Santi per grazie ricevuta. Quale? La guarigione o la preservazione dalla peste, che infuriò nel primo decennio del secolo XVI nel Cesenate, come racconta la cronaca del Fantaguzzi, Il Caos, mietendo innumerevoli vittime in un territorio sconvolto dal terrore. Nella fettuccia superiore appare la scritta: STELLA COELI EXTIRPAVIT QUAE LACTAVIT DOMINUM (la stella del cielo, che allattò il Signore, estirpò la peste).

Ero bambino quando le granate colpirono il campanile, che si rovesciò sulla chiesa, provocando gravissimi danni e offese ai dipinti. Oggi, sia pure in parte, tornano a risplendere. Per merito dell’iniziativa coraggiosa e provvidenziale del parroco don Ettore Ceccarelli, promotore di questo coraggioso restauro, con il restauro operato da Isabella Cervetti.

Giovanni Maroni


Restauro chiesa di San Martino in fiume

Pubblicato venerdì 8 gennaio 2010 alle 00:04

Una risposta a “Ristrutturazioni e restauri a San Martino in fiume”

Commenti

  1. duccio pasqui 19 Gen 2010 / 14:57

    Gentile signore,

    sono il Bibliotecario Comunale della Montepulciano da cui proviene il vostro antico Pievano. La notizia da lei riportata mi ha incuriosito omoltissimo: esiste qualche pubblicazione sull’argomento e sul Pievano?
    Una notazione pignola (sai, noi bibliotecari….) il termine “policianus” o “politianus”, poi “poliziano” indica genericamente la provenienza da Montepulciano, tant’è che ancora oggi gli abitanti di qui si chiamano poliziani (anche una ditta di pulizie si chiama “La Poliziana”….); per questo Angelo Cini si fece chiamare “il Poliziano”…
    Posso sperare in un riscontro a questa email?
    Cordialmente
    Duccio Pasqui

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