AVSI pianta le tende di Natale

Quanto raccolto andrà a favore di progetti benefici in Paesi del sud del mondo

SOLIDARIETA’ - Lo scorso anno Avsi (Associazione volontari per il servizio internazionale) un colosso tra le organizzazioni non governative, fondata a Cesena una quarantina d’anni fa e tuttora presieduta da Arturo Alberti, con le iniziative legate alle Tende di Natale ha raccolto, in città, la ragguardevole somma di 90mila euro, “arrotondate” a 100mila con il concorso di ditte, aziende e altri soggetti privati.

Da vent’anni l’Avsi, in coincidenza con le feste natalizie organizza una serie di eventi volti alla raccolta di fondi e dunque anche per il 2009 auspica di toccare ancora una volta la coscienza dei cittadini, invitandoli a rivolgere lo sguardo oltre i propri orizzonti, ad “appassionarsi al destino di ogni singola persona del Sud del mondo, che ha un volto e una storia”.

La destinazione di quanto sarà raccolto è raffigurata in una serie di cartoline ben più significative delle edulcorate e “fantastiche” immagini di Babbi Natale con le gerle cariche di doni. Andranno a persone, bambini, donne, anziani, uomini che vivono in condizioni di estrema povertà e disagio in vari Paesi del mondo.

Questi i progetti specifici: costruzione di un Centro educativo per mamme e bambini a Oaxaca in Messico; alla costruzione di una scuola secondaria per 600 ragazzi, nata dal Meeting point di Rose Busingye, a Kampala, in Uganda; a sostegno di una cooperativa di agricoltori, affinché non cadano vittime di usura in Birmania; e per il sostegno a distanza delle scuole francescane della Custodia in Terra Santa.

Le iniziative principali delle Tende sono il Mercatino Avsi, già in corso e che chiuderà il 24 dicembre, nell’atrio di Palazzo Ghini, a Cesena, nel quale sono in vendita ben 900 presepi artigianali provenienti da vari continenti, e poi manufatti, pizzi e ricami realizzati da qualche decina di soci che lavorano tutto l’anno per essere pronti all’appuntamento di Natale; il mercatino di Cesenatico, aperto fino al 6 gennaio, pure con merce proveniente da Paesi in via di sviluppo, situato sul porto canale, nei locali della parrocchia di san Giacomo; una mostra di presepi da vari continenti, alla sala Fellini di Gambettola, con ingresso ad offerta libera in favore di Avsi e Caritas locale. E, infine, l’asta di Natale, che si terrà il 13 dicembre alle 15,30 presso la Pinacoteca della Cassa di Risparmio.

Altre Tende, che conservano la denominazione originaria degli esordi, quando infatti le iniziative si svolgevano nelle piazze, sotto tende o tensostrutture, si svolgono contemporaneamente in varie città italiane nelle quali è presente Avsi, ma quel che più conta è che “nei Paesi in via di sviluppo – sono parole del presidente Arturo Alberti - si cominciano ad allestire le medesime Tende: in Africa, Asia, Sudamerica. È questo è un successo in termini umani, vuol dire che la gente è conscia dell’aiuto che portiamo, e non tende solo la mano, vuole anzi partecipare al proprio riscatto sociale ed economico e di quello altrui. Non è straordinario che le donne di Kampala, in Uganda, impiegate nel duro lavoro di spaccapietre, abbiano raccolto 100 dollari da destinare ad un asilo a Belo Horizonte, in Brasile, un Paese magari geograficamente loro sconosciuto”?

È questa la magia, il mistero della solidarietà umana che forse ha proprio bisogno di un intermediario come Avsi per scoprirsi e manifestarsi.

“La persona fa la differenza”, afferma Avsi col titolo delle tende 2009-2010. Il tema dello sviluppo dei popoli è intimamente legato a quello dello sviluppo di ogni singolo uomo. La persona umana per sua natura è dinamicamente protesa al proprio sviluppo (Caritas in veritate).

“La vera ricchezza – aggiunge Franco Casadei - è appassionarsi al destino degli altri, ai bisogni incarnati nelle persone. La nostra coscienza ci chiama a dare uno sguardo a più lungo raggio”. Ecco allora che le adozioni a distanza che “solamente” in Romagna e Lombardia, grazie ad Avsi toccano 35mila sostenitori, per altrettanti minori, sono il segno che è il destino di tanti bambini e delle loro famiglie in difficoltà che ci sta a cuore”.

Ma se la solidarietà dal basso fa tanto, pur con sacrificio, aggravato dal difficile momento di crisi globale, le Ong italiane rischiano la paralisi se non sarà ripristinato il fondo (messo in pericolo dalla discussione della Finaziaria) destinato agli aiuti internazionali, riportandolo ad almeno 500milioni di euro.

Per questo motivo Avsi, insieme alle Ong di Link 2007 (info@link2007.org) ha indirizzato un appello al Governo e al Parlamento, perché le organizzazioni Ong impegnate da decenni nella lotta alla povertà, alla tutela dei diritti umani, nella cooperazione sanitaria e ambientale rischiano di non essere più in grado di garantire la programmazione dei progetti in corso e l’Italia, nel contesto mondiale, sarebbe confinata ad un ruolo marginale.

Raffaella Candoli

Pubblicato venerdì 11 dicembre 2009 alle 00:00

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