Riflettiamo sul caso di Piero Marrazzo. La figlia di 8 anni lo ha aiutato a capire

Caro direttore,
per quanto ci pensi, non riesco a capire perché Marrazzo abbia sentito il dovere di dimettersi dalla presidenza della regione Lazio.

Non so proprio trovare un motivo valido.

Innanzitutto non ha commesso reato, lo ha detto chiaro e tondo il magistrato che si occupa della faccenda. Marrazzo è semmai parte lesa, vittima di un tentativo di ricatto. Non ha infranto la legge neppure nell’usare l’auto blu (dal che abbiamo imparato che gli uomini politici in carica possono usare le auto pagate dallo stato anche per andare a prostitute, o trans).

Allora, se non ha infranto la legge, il motivo potrebbe essere lo scandalo che l’episodio ha suscitato. Ma, anche qui: quale scandalo? La prostituzione non lo è: già da molti anni una battaglia politica dei Radicali che portò in parlamento una prostituta assai famosa, Cicciolina, ha inteso insegnarci che non c’è nulla di disdicevole in quel mestiere.

È poi vietato dire che frequentare un transessuale è scandaloso: che differenza c’è tra l’andare con le donne e l’andare coi trans? Assolutamente nessuna, guai a scandalizzarsene, si diventerebbe intolleranti. Proprio la parte politica a cui appartiene Marrazzo, la sinistra, è scesa da anni in campo per far diventare legge l’assoluta equiparazione tra i rapporti di tutti i tipi: etero, omo o trans che siano, ed è una battaglia fatta tirando in ballo addirittura la costituzione, la parità di diritti lì affermata tra tutte le identità, anche sessuali. Chi si scandalizza perché si tratta di un trans, quindi, è un razzista bello e buono, per di più anticostituzionale!

Se si dimette Marrazzo devono dimettersi anche tutti i politici che sono andati con le donnine, prostitute o meno che siano, come non ha mancato di far notare Rosy Bindi parlando di Berlusconi (che sia per far dimettere il Premier che Marrazzo si è dimesso…?).

Rimangono i motivi personali: Marrazzo ha detto di soffrire troppo e di tenerci alla famiglia. Ma anche in questo caso la carica che c’entra? Ce n’è a bizzeffe di politici che hanno tradito la moglie e messo incinta la segretaria mentre erano in carica. Se Marrazzo si vergogna per la sua famiglia deve divorziare, chiedere perdono alla moglie, non dimettersi. Considerando che, ancora una volta, appartiene al versante di sinistra che ha ottenuto il divorzio, che vuole i pacs e che della famiglia “tradizionale” non si interessa un granché.

Insomma, per quanto ci pensi, non riesco a formulare chiaramente un valido motivo che giustifichi le misteriose dimissioni dell’ormai ex Presidente della Regione Lazio.

Cordialmente.

Gianfranco Lauretano

Carissimo Gianfranco,
la tua paradossale lettera fotografa benissimo la realtà in cui siamo immersi.

Non è più vero nulla. Tutto è ammesso,scandali su scandali compresi. E poi, se non è neppure reato… figuriamoci. Ti ringrazio per questo scritto col quale sai inquadrare perfettamente il clima nel quale respiriamo ogni giorno.

Mi verrebbe da aggiungere che se il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, nonostante la mentalità corrente da te ben descritta, non ha più retto alla pressione e si è dimesso, forse un briciolo di dignità gli era rimasta. Lui stesso ha dichiarato, in un’intervista pubblicata su vari giornali, che si è reso conto di quel che aveva combinato solo quando ha visto la sua figlia di 8 anni davanti al Tg che mandava in onda le notizie che lo riguardavano. Si è vergognato e ha capito.

Ecco, in fondo a ogni uomo resta sempre un’umanità impensabile. Ora, se tende la mano, speriamo abbia qualcuno accanto in grado di stringergliela,a cominciare da chi gli è più vicino. Solo Dio conosce fino in fondo il cuore dell’uomo.

Cari saluti.

Francesco Zanotti
zanotti@corrierecesenate.it

Pubblicato venerdì 6 novembre 2009 alle 00:01

8 risposte a “Riflettiamo sul caso di Piero Marrazzo. La figlia di 8 anni lo ha aiutato a capire”

Commenti

  1. antonella 06 nov 2009 / 11:55

    Egregio Direttore e Sig. Lauretano
    “che vergogna”. Come si può parlare di DIO quando si pecca inesorabilmente……
    Dio ha creato Uomo e Donna per procreare ed il motivo, al di la delle opinioni, che esiste su questo pianeta un essere con il sesso maschile e femminile (tutto il resto è perversione) dovrebbe indurre a chiunque pensare che è la natura che predomina e che l’uomo può soltanto dettare regole per una convivenza civile, tutto il resto è solo opportunismo.
    Il fatto che il Sig. Marrazzo in tempi non sospetti predicava bene tutelando i cittadini e invogliandoli nel rispetto e dedizione alle regole è stato il primo poi ad averle infrante. E’ proprio questa maschera che indossano tutti quelli che ci governano o in ogni modo chiamati Vip che rilevano la loro incoerenza.
    Posso comprendere l’accaduto ed il suo disagio ma non condivido né il pensiero del Sig Laureano nè il Suo Caro Direttore, per il semplice fatto che i soldi spesi dal governatore, dove si è dilettato alla prostituzione e droga, sono anche soldi dei cittadini italiani che pagano le tasse e che vivono nella più assoluta precarietà.
    Il sesso fatelo come volete ma da cittadina italiana (perché di sesso si parla e non d’Amore che è bello e fa bene) che rispetta le regole e paga le tasse non accetta assolutamente che il Sig. Marrazzo possa passare come un “Povero” e persona perseguitata. Nel caso in cui fosse stato un uomo libero da vincoli matrimoniali, e per giunta con 3 figlie, non avrebbe creato così scalpore, poiché i principi che dettano la convivenza familiare (che sul pulpito sanno predicare bene,,,) e sociale (droga, prostituzione etc.) sono proprio quelli nell’insegnare ad avere la capacità di vivere in pienezza, di evitare le scorciatoie del soggettivismo e nichilismo (appunto tanto presenti in questa società) il governatore ha fornito il peggior esempio , non solo alla sua famiglia ma anche a tutto il paese, evidenziando che il nostro sistema di oggi è vuoto, senza valori, regole e soprattutto fede.
    Concludo nel dire che la cosa che più mi spaventa è il fatto che non si faccia mai una attenta analisi dell’accaduto ma si giustificano gli eventi a prescindere.
    Saluto cordialmente.

    Antonella Iacobelli

  2. francesco zanotti 07 nov 2009 / 12:26

    Carissima signora Antonella, mi pare che lei non abbia compreso il tono ironico della lettera di Lauretano e neppure la mia risposta. Forse, allora, è il caso di spiegarsi meglio. Ci provo. Guardi che quando dico “non è vero più nulla” affermo quanto lei qui ha scritto. Infatti poi aggiungo “scandali su scandali compresi”. Mi intende, adesso? La stranissima mentalità in cui siamo immersi fino al collo giustifica tutto, anche gli scandali più clamorosi. E tutta la lettera di Lauretano va in questo senso: è un colossale paradosso. Forse vale la pena rileggerle, lettera e risposta. In ogni caso, condanniamo il peccato, ma salviamo il peccatore perchè ‘solo Dio conosce fino in fondo il cuore dell’uomo’. La saluto cordialmente.
    Francesco Zanotti

  3. antonella 10 nov 2009 / 00:50

    Carissimo Direttore, il tono ironico era evidente nei contenuti del suo messaggio e si capisce perfettamente la posizione da lei presa in ciò che con tanta ironia ha voluto esporre…. Deve sapere che l’ironia rafforza con la negazione e la caricatura i concetti, che altrimenti sarebbero troppo deboli per essere sostenuti nei termini che lei e il Signor Lauretano avete esposto. Quindi vorrei spiegarmi meglio questa volta ed evitare che lei possa fraintendere nuovamente il mio pensiero: ha perfettamente ragione quando dice “Solo Dio conosce fino in fondo il cuore dell’uomo”, ma proprio per tale motivo ad ognuno spetta il suo compito e il livello di giudizio. Se Dio guarda al cuore degli uomini, gli uomini devono guardare alle azioni dei propri simili. Il perdono è divino, la giustizia terrena solamente e unicamente umana. Se ci poniamo nella condizione di stringere la mano a chi ha sbagliato, nel modo in cui ha sbagliato il signor Marrazzo, allora commettiamo un gravissimo errore; ci mettiamo nella condizione di giustificare comportamenti che non hanno alla base niente di positivo. Se si tratta di persone tra l’altro di responsabilità, la pena dovrebbe essere ancora più severa, deve suonare esemplare, e possibilmente esagerata; il motivo di tanta serietà, nasce dalla consapevolezza che viviamo in un mondo dove si stanno perdendo quei sani punti di riferimento che tenevano la massa in una condizione di quiete e di rispetto nei confronti del prossimo, e nei confronti della ragione del buon senso; perche chi ne fa le spese oggi sono i nostri figli. Siamo noi adulti che dovremmo conservare dignità e valore per dimostrare ai nostri figli, i bastoni della nostra vecchiaia, che il mondo non è dignitoso e non è bello se non siamo noi stessi a fare qualcosa affinché il bene trionfi…. Per questo motivo nessuno deve tendere un solo dito nei confronti del signor Marrazzo, o giustificarlo con nessun attenuante…. Se qualcuno può perdonarlo, quello è solo Dio, ma non noi. Le faccio presente caro Direttore che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e questa è una legge proporzionale. Un governatore non può permettersi un pessimo esempio come quello di cui ha dato prova, non è per niente una vittima, e questo per il bene della comunità, dei cittadini, dei giovani e in primissimo… dei suoi stessi figli………………………………………………riflettiamo fino in fondo prima di……….Cordialmente la saluto Antonella Iacobelli

  4. francesco zanotti 10 nov 2009 / 14:30

    Carissima Antonella, sul buon senso la pensiamo alla stessa maniera, come anche sui comportamenti morali che non possono essere separati in un moralità pubblica e una privata. Nè il sottoscritto nè Lauretano volevamo giustificare alcuno: tutt’altro. Sul tendere la mano, invece, non sono d’accordo. Chi sa cosa sarà di noi domani? Nessuno lo sa, se non Dio solo. Allora, certo, i comportamenti vanno stigmatizzati, e anche di più. Ma le persone vanno sempre salvate. Che ne sappiamo noi di tante vicende umane? “Dallo sterco nascono i fiori migliori”, diceva sempre don Oreste Benzi, uno che conosceva l’umanità in mille sfaccettature. Gliene potrei raccontare a decine. Attenzione, quindi ai giudizi trancianti sulle persone. Poi sono d’accordo che chi ha incarichi pubblici ha molta più responsabilità. Ma su questo credo di avere già ampiamente scritto. Con tanta cordialità.
    Francesco Zanotti

  5. Alberto Busato 10 nov 2009 / 20:44

    PENE POSSIBILMENTE ESAGERATE.

    Le pene possibilmente esagrate, cara antonella, non si possono più dare. L”ha detto Gesù Cristo offrendo la sua immagine sulla croce. Questa immagine ha detto: “Guardatemi,
    la pena esagerata me la sono assunta io, e per giunta da innocente. Non datela mai a nessuno, perché sono venuto sulla Terra a redimere gli uomini che il mio Padre Celeste ama, i quali guardandomi, pentiti, vedono in me scontata la loro meritata pena esagerata. Perché sono colui che toglie i peccati del mondo”

  6. arrigo 11 nov 2009 / 14:21

    ma quali pene…… se non si riesce neanche a processare “qualcuno” che si fa le leggi “pro domo sua”
    Busato apri gli occhi! leggi cosa deceva S.Agostino: “remota itaque justitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?”
    convertiti

  7. Alberto Busato 11 nov 2009 / 19:27

    Caro Arrigo (6),
    “remota itaque justitia” lo diciamo ai Giudici, i quali volendo uscire dalle loro funzioni costituzionali per diventare arbitri e sentenziatori politici, non offrono una testimonianza virtuosa della Giustizia italiana. Per il resto non ho capito il nesso del tuo post con l’argomento in corso. Sul quale, secondo me non ci sarebbe nient’altro da aggiungere. Tanti saluti
    Alberto

  8. arrigo 12 nov 2009 / 10:55

    voglio tradurti la frase di S.Agostino, visto che ne travisi il significato (i giudici, per definizione, giudicano in base alle leggi vigenti….)
    “Se vengono rimossi i principi della giustizia che sono i governi se non delle grandi associazioni a delinquere?”
    e sai bene chi sta “rimovendo” le leggi che non gli aggradano…..
    un normale cittadino si dovrebbe incavolare nel constatare che esiste una persona che pretende di essere al di sopra delle leggi… anche Gesù accettò ben 3 processi (Sinedrio, Ponzio Pilato, ed il popolo che che preferì Barabba!) (…)

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